Torna la tensione tra Usa e Nord Corea

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:55

Un report di esperti presentato ieri al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite fa rilevare che la Corea del Nord “non ha messo fine al suo programma missilistico e nucleare”. Il testo punta il dito contro Pyongyang per l'”ingente aumento nei trasferimenti illegali di petrolio da nave a nave” e l'accusa di aver “provato a fornire armi leggere e altro equipaggiamento militare attraverso intermediari stranieri”.

Il Segretario di Stato Usa avverte Cina e Russia

Alla diffusione del contenuto di questo rapporto sono seguite poi le dichiarazioni di Mike Pompeo, il Segretario di Stato Usa, che si è rivolto a Russia e Cina ricordando che Washington non accetterà da parte loro violazioni alle sanzioni internazionali imposte al regime di Kim Jong-un. Il politico italo-americano ha parlato a margine di un forum regionale andato in scena a Singapore ed ha voluto affrontare l'argomento perchè il governo statunitense è convinto che Mosca abbia violato le sanzioni Onu consentendo la costituzione di joint venture con imprese della Nord Corea. 

La situazione dopo il summit tra Trump e Kim

Le parole di Pompeo non hanno mancato di suscitare la reazione nordcoreana. Proprio oggi, infatti, Ri Su-yong, ministro degli Esteri di Kim Jong-un, ha definito “allarmanti” le posizioni americane espresse nel vertice di Singapore. Tornano, dunque, le tensioni sull'asse Washington-Pyongyang dopo il summit tra Trump e Kim Jong-un andato in scena lo scorso giugno e che sembrava segnare l'inizio di una fase dominata dalla distensione nelle relazioni tra i due Paesi. Il dittatore nordcoreano, infatti, aveva preso un impegno a denuclearizzare la Corea del Nord. A seguito dell'incontro di Singapore entrambi i leader avevano parlato di “pace” e “riconciliazione” dopo gli attacchi, anche personali, che si erano scambiati in passato. Nonostante il successo mediatico, il summit non aveva lasciato aperto, però, lo spiraglio alla cancellazione delle sanzioni a Pyongyang per i test missilistici e per il programma nucleare. La volontà di mantenere le sanzioni è stata ribadita da Washington, quindi, con le parole di Pompeo che ha fatto capire di aspettarsi lo stesso comportamento da Cina e Russia.

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