Tensione a Ferguson in attesa della decisione sull’omicidio Brown

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C’è attesa negli Stati Uniti per il verdetto sull’incriminazione dell’agente di polizia Darren Wilson, che il 9 agosto scorso uccise Michael Brown, un 18enne afroamericano disarmato, nella cittadina di Ferguson. Il Grand jury ha preso la sua decisione che comunicherà in una conferenza stampa. La famiglia della vittima è già stata informata ma non conosce il contenuto della decisione.

È necessario il voto positivo di nove dei 12 membri per formalizzare una incriminazione: in via del tutto eccezionale il procuratore della contea Robert McCulloch ha preannunciato che nel caso in cui non Wilson non sia incriminato chiederà al tribunale un’ordinanza per la desecretazione di tutte le prove considerate, ordinanza che la giudice Carolyn Whittington ha già detto di essere pronta ad accogliere.

Nel frattempo, i cittadini di Ferguson e della vicina Clayton si preparano a scendere in strada se il poliziotto non verrà incriminato: alcune barricate sono state erette intorno agli edifici governativi nella periferia di St Louis, Missouri. Ieri sera, decine di manifestanti, cantando slogan contro la polizia, hanno bloccato tre incroci a Shaw Boulevard. Barricate sono state erette fuori dal tribunale della città.

A lanciare un appello alla calma, dopo quello del presidente Obama, del ministro della Giustizia Holder e di Michael Brown Senior, papà della vittima, si è aggiunto anche quello della madre, Lesley McSpadden. “Non voglio che nessuno si faccia del male. Non fatevi provocare”, ha detto alla folla di manifestanti riferendosi ad eventuali infiltrati.

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