Telefonata tra Trump e Johnson su Brexit e libero scambio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:14

Il primo ministro britannico Boris Johnson e il presidente americano Donald Trump hanno discusso della Brexit e dell'accordo di libero scambio Usa-Regno Unito durante una telefonata ieri sera in vista di un vertice del G7 in Francia questa fine settimana. Un portavoce dell'ufficio di Johnson – riportano i media internazionali – ha dichiarato che i due leader “hanno discusso delle questioni economiche e delle relazioni commerciali e il primo ministro ha aggiornato il presidente sulla Brexit. I leader aspettano di incontrarsi al summit questo fine settimana”. “Grande discussione con Johnson – ha twittato Trump -. Abbiamo parlato della Brexit e di come procedere rapidamente con un accordo di libero scambio. Non vedo l'ora di incontrarmi con Boris questa fine settimana al G7 in Francia”.

Brexit

Intanto prosegue il tentativo di Johnson per trovare un nuovo accordo condiviso con Bruxelles per l'uscita dalla Ue. Il primo ministro britannico mercoledì sarà a Berlino e giovedì a Parigi per incontrare la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron sperando di convincerli prima del vertice G7 che si terrà a Biarritz il prossimo fine settimana. Johnson, ha anche scritto al presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, per chiedere un nuovo accordo di uscita dall'Ue e al tempo stesso per ribadire la sua opposizione al cosiddetto 'backstop'. Si tratta di una norma – spiega Rai News – secondo cui per non dover ristabilire i controlli frontalieri tra l'Irlanda del Nord e la Repubblica d'Irlanda, per un periodo transitorio di 2 anni, l'Irlanda del Nord rimarrà nell'unione doganale, spostando di fatto il confine doganale dell'Europa tra la stessa Irlanda e la Gran Bretagna. Nella lettera a Tusk, diffusa in serata da Downing Street, il premier sostiene che la norma del backstop sarebbe “non democratica” e irrispettosa della “sovranità dello Stato britannico”. Bruxelles da parte sua ha ripetutamente ricordato di non voler rinegoziare l'accordo sulla Brexit già raggiunto con Theresa May. 

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