Tajani: “Bloccare il corridoio libico, per l’Africa serve un piano Marshall”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:11

Il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha visitato la Task Force di Frontex a Catania insieme al Comandante Generale della Guardia di Finanza Giorgio Toschi, il direttore esecutivo di Frontex Fabrice Leggeri e il direttore centrale dell’Immigrazione e della Polizia di Frontiera, Prefetto Massimo Bontempi. Il suo intervento è stato riportato da La Sicilia Web.

“L’impegno di Frontex dimostra fisicamente ciò che può fare l’Europa. Questo non basta. Bisogna fare molto di più. Bisogna investire in Libia sempre di più, bloccare il corridoio libico così come è stato fatto per il corridoio balcanico. Bisogna lavorare molto di può in Africa. Il problema oggi è di qualche migliaio di persone. Domani sarà di milioni di persone” esordisce Tajani da Catania.

“Sono venuto qui – ha spiegato – per dare la solidarietà del Parlamento Europeo sia a Frontex, che rappresenta l’Unione, e la solidarietà dell’Europa all’Italia e agli altri Paesi che rappresentano la frontiera meridionale dell’Unione europea, frontiera che sta vivendo momenti di particolare difficoltà in Italia e in Spagna perché il problema dell’immigrazione è di portata talmente ampia che non può essere affrontato solo a livello nazionale”.

Un piano Marshall per l’Africa

“Serve una vera strategia che può essere soltanto europea, con la partecipazione delle Nazioni Unite, per contribuire alla crescita dell’Africa e impedire che la gente scappi da casa sua”, ha aggiunto il Presidente del Parlamento europeo.

“Dopo l’emergenza viene la strategia per l’Africa. Intanto noi vogliamo che non ci siano più morti in mare. Per impedire questo bisogna bloccare le partenze dalla Libia. Ma non vogliamo neanche che vi siamo moti nel deserto. Bisogna quindi creare sempre più campi di accoglienza, non pseudo lager, con cibo anche per i bambini e le donne, con le adeguate protezioni, e condizioni di vita umane per persone che scappano da diverse difficoltà”.

“L’Africa – ha aggiunto Tajani – vive una stagione particolare: terrorismo, cambiamento climatico e crescita demografica, siccità, carestie e guerre. Significa che nel 2050 vi saranno due miliardi e mezzo di persone e nel 2100 saranno cinque miliardi. Cosa accadrà nei prossimi anni se non saremo capaci di contribuire a risolve questi problemi?“.

 

Allerta terrorismo

Il presidente Tajani parla anche dell’emergenza terrorismo, dopo le recenti minacce dell’Isis di colpire l’Italia e il Papa. “Noi siamo sotto attacco” chiarisce Tajani senza mezzi termini. “L’Italia é un Paese dell’Unione europea e la sede della cristianità, dove ci sono rischi di attentati. Bisogna tenere alta la guardia come in tutta Europa puntando su una maggiore collaborazione tra forze di polizia, dell’intelligence. Per questo accanto ad Europol ho proposto una Fbi europea perché ci possa essere veramente un interscambio”.

“Non possiamo – ha concluso – assistere a carenze di collaborazione come è accaduto in Spagna tra la polizia catalana e le forze dell’ordine nazionali. Occorre una maggior collaborazione tra magistrati e azioni fermezza e controllo anche di chi viene da fuori”.

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