Siria, intesa Putin-Erdogan: tregua prolungata

ULTIMO AGGIORNAMENTO 2:36

Si allunga di 150 ore la tregua concessa dalla Turchia ai curdi per lasciare la zona del Rojava, nel nord della Siria, e completare così l'evacuazione prevista come condizione necessaria al rallentamento delle operazioni militari turche. Ankara lo ha deciso al termine di un incontro avvenuto a Sochi fra il presidente Recep Tayyip Erdogan e il suo omologo russo Vladimi Putin, con il quale ha sottoscritto quello che lui stesso ha definito “un accordo storico”, sulla cui base verranno orgnanizzati dei pattugliamenti entro una deicna di chilometri al di qua del confine siriano. Un'intesa che ha lasciato soddisfatto il leader del Cremlino: “Il presidente turco mi ha spiegato le ragioni dell'offensiva. Io sono convinto che i sentimenti separatisti nel Nord-Est della Siria, siano stati fomentati dall'esterno. La regione va liberata dalla presenza illegale straniera”.

L'incontro

Un incontro durato sette ore quello fra i due leader, andato in scena mentre la smobilitazione curda dalla zona indicata è ormai in dirittura d'arrivo tanto che, secondo quanto riferito da alcune fonti locali, i comandanti delle Forze democratiche siriane avrebbero inoltrato un'apposita comunicazione al segretario di Stato americano, Mike Pompeo, con i dettagli sul progressivo arretramento delle loro forze. Un ritiro che, secondo Putin, dovrà costituire un richiamo alle principali forze in campo nella regione al fine di garantire una tutela nei confronti di possibili rigurgiti di gruppi jihadisti: “I terroristi non traggano forza dall'operazione turca – ha detto il presidente russo -. Questo accordo è di importanza fondamentale per il futuro della Siria”.

La reazione

E, mentre anche Erdogan decanta il successo del bilaterale con Vladimir Putin, il presidente siriano Bashar al-Assad lancia il suo messaggio nei confronti del leader turco, etichettandolo come “ladro” che “ha rubato fabbriche, grano e petrolio e oggi ruba la terra”. Assad che, dal canto suo, continua a ritenere cruciale la provincia di Idlib come mezzo per risolvere la guerra civile nel Paese. Anche per questo alcune ore fa si è recato in visita sul fronte di Hbeit, spiegando che “la battaglia di Idlib è la base per risolvere il caos e il terrorismo in tutte le altre aree della Siria”.

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