Si dimette il ministro Dominic Raab

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:10

Oggi mi sono dimesso da segretario per a Brexit. Non posso in buona coscienza sostenere i termini proposti per il nostro accordo con l'Ue. Ecco la mia lettera al premier che spiega le mie ragioni e il mio costante rispetto per lei”. Con queste parole, il ministro britannico per la Brexit, Dominic Raab, ha annunciato su Twitter le sue dimissioni, allegando anche la lettera che ha inviato alla premier Theresa May. Prima di lui aveva lasciato anche il sottosegretario per l'Irlanda del Nord, Shailesh Vara.

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La lettera di Raab

Nella sua lettera di dimissioni, Raab afferma di “comprendere” i motivi per i quali il governo abbia deciso a maggioranza di sposare la bozza d'intesa e di “rispettare il diverso punto di vista” espresso che ha spinto la May e gli altri colleghi a dare il via libera al testo “in buona fede”. Nonostante la sua comprensione, Raab afferma di non poter accettare un accordo che, secondo lui, nella soluzione proposta per l'Irlanda del Nord rappresenta “una minaccia reale all'integrità del Regno Unito“. Raab è il secondo ministro per la Brexit a lasciare in questi mesi dopo David Davis. 

Crolla la sterlina

Dopo le dimissioni di Raab la sterlina risulta in calo su euro e dollaro. La valuta britannica ora è quotata a 1,367 contro quella europea (meno 1,08%) e sotto 1,3 contro quella Usa, dopo un inizio di giornata positivo caratterizzato anche dal segno più dell'indice Ftse alla Borsa di Londra e dal giudizio cautamente favorevole della City sull'intesa. 

Farage: “Liberiamoci della May”

Nigel Farage, l'eurodeputato fondatore dell'Ukip e tra i principali fautori della Brexit, ha espresso la sua soddisfazione per le dimissioni del ministro Raab. “Ben fatto – ha scritto Farage su Twitter – ancora qualche altro e ci libereremo di questo primo ministro e della sua doppiezza”. Farage, nella giornata di ieri, dopo la notizia dell'accordo con l'Ue, aveva invitato ogni “vero Brexiteer” membro del gabinetto della May a dimettersi, definendo l'intesa “il peggiore accordo della storia”. 

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