Sepolti i resti di altre 35 vittime

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:43

A 23 anni dal massacro di Srebrenica (avvenuto nel luglio del 1995) i resti di altre 35 persone sono state tumulate nel vicino cimitero di Potocari. Sono le ultime a essere state identificate quest'anno.

Il ricordo

Quel luglio di 23 anni fa, riporta l'Ansa, Asim Mujic fu ucciso insieme al figlio Amir, all'epoca ventenne. Le ossa di tutti e due sono state ritrovate nella poco distante Kamenica dove, da 13 fosse comuni, sono state esumate 4.500 vittime. Amir è stato sepolto a Potocari nel 2007 e il suo scheletro era completo: mancavano solo, ha raccontato ai media la madre Tahira, “poche ossa della mano, poche del piede”. Da quest'anno, accanto ad Amir riposerà il padre Asim, ritrovato 7-8 anni fa. Le sue spoglie sono state esumate a più riprese, osso per osso, dalle varie fosse comuni. Manca il 30% del suo scheletro, ma Tahira e la figlia Raza hanno deciso di non aspettare più altri ritrovamenti e di seppellire Asim. E' doloroso ricordare il giorno che sono stati separati gli uomini dalle donne, ha raccontato Tahira: “Dissero che ci avrebbero raggiunti a Tuzla, 'vi ritroverete a Tuzla', ma non fecero nulla di quanto promesso, mentirono su tutto“.

La vicenda

L'attacco contro Srebrenica, dopo tre anni e mezzo di assedio e dopo che era stata proclamata “zona protetta dell'Onu“, iniziò il 6 luglio 1995 e si concluse cinque giorni dopo con l'ingresso in città dell'esercito serbo-bosniaco al comando del generale Ratko Mladic. Secondo l'atto d'accusa del Tribunale penale internazionale dell'Aja (Tpi), i soldati di Mladic, fino al 19 luglio uccisero, in modo organizzato e sistematico, circa 8.000 uomini e ragazzi musulmani, mentre 30.000 donne e bambini furono deportati nel giro di due giorni. Nel 2007 la Corte internazionale di giustizia ha qualificato il massacro come genocidio e risoluzioni che confermano la sentenza sono state adottate dai parlamenti dei paesi dell'Ue, Canada, Usa e Australia. Il Parlamento serbo ha adottato nel 2010 una dichiarazione che condanna il crimine di Srebrenica ma senza menzionare il termine genocidio. 

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