Scontri a Rafah, morto un manifestante palestinese

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:52

Giornata di scontri nella Striscia di Gaza, dove un manifestante palestinese di appena 17 anni è rimasto ucciso durante un confronto con l'esercito israeliano in zona Rafah, nel sud della Striscia. Ancora sangue, dunque, nella Marcia del ritorno che, come riportato da fonti mediche, hanno provocato almeno 94 feriti, una trentina dei quali colpiti da proiettili di piombo. Quasi tutte le persone sono state ferite nei pressi della barriera difensiva fra Gaza e Israele, presidiato da avamposti dell'esercito  e da qualche tank.

Proteste contro Trump

I soldati israeliani avrebbero cercato di contenere l'avanzata dei circa 7 mila partecipanti alla Marcia utilizzando gas lacrimogeni, pallottole di gomma ma, a quanto pare, anche proiettili veri. I manifestanti hanno presidiato per ore la linea di confine, in protesta contro la decisione del persidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di tagliare i fondi per il supporto all'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa), annunciata la scorsa settimana. A seguito della prospettiva di una mobilitazione di massa, l'esercito israeliano aveva annunciato il rafforzamento della linea difensiva, rivelando che di aver “colpito un gruppo di terroristi” che, secondo quanto riportato, aveva lanciato oggetti incendiari verso i presidi israeliani.

Manifestazioni a oltranza

Ad annunciare la morte del giovane manifestante è stato il Ministero della Salute di Gaza che, poco dopo, ha riferito anche del decesso di un altro giovane palestinese, vittima delle ferite riportate il 14 luglio scorso durante un'altra manifestazione, portando a 172 il conto dei morti lungo il confine negli ultimi mesi. Nonostante questo, dalla Striscia continuano ad annunciare che non fermeranno le loro proteste nei confronti di Trump e della sua scelta di tagliare il contributo ai rifugiati palestinesi che, spiegano alcuni degli organizzatori alle agenzie locali, “insistono sui loro diritti, incluso il diritto al ritorno e la continuazione delle marce nonviolente”.

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