Rischio suicidio per Abdeslam: ammorbidito l'isolamento

ULTIMO AGGIORNAMENTO 4:00

Le autorità giudiziarie francesi hanno deciso di ammorbidire la condizioni di detenzione di Salah Abdeslam, unico superstite degli attacchi del 13 novembre a Parigi. Nelle more del processo, in programma non prima di fine 2019 o 2020, c'è infatti il timore che il terrorista possa decidere di togliersi la vita in carcere.

Salah si trovava in condizioni di totale isolamento, privato di ogni contatto anche sonoro o visivo con l'esterno, ma ora è stato deciso di rimuovere almeno il pannello in plexiglass che oscurava la vista la finestra della sua cella di 10 metri quadrati. Rimosso anche il vetro che lo separava dai visitatori in parlatorio.

Secondo Le Figaro, il jihadista con la bocca cucita. Maniaco dell'igiene, passa intere giornate a pulire la cella, addirittura gli alimenti. In prigione ha ricevuto le lettere di alcuni sostenitori anonimi, a cui in alcuni casi ha risposto. Le misure di sorveglianza, invece restano invariate. Filmato dalla videosorveglianza 24 ore su 24 e sorvegliato da sei agenti penitenziari, l'ormai trentenne Abdeslam è l'unico detenuto di Francia ad essere oggetto di una tale misura, con quattro celle destinate a lui soltanto.

La sua, una di ricambio in caso di danneggiamenti, una terza con un vogatore e una quarta come posto di sorveglianza. L'ora d'aria, la fa invece in uno spazio isolato, tenuto a distanza dagli altri detenuti. Abdeslam dispone di un tappeto da preghiera e di una copia del Corano. Dal 18 dicembre verrà processato a Bruxelles per gli spari contro gli agenti di polizia nel marzo 2016 pochi giorni prima della sua cattura. Le autorità di Belgio e Francia stanno ultimando le trattative per il suo temporaneo (e blindatissimo) trasferimento a Bruxelles.

Salah è colpevole della sparatoria nei pressi del Café Bonne Bière e della pizzeria Casa Nostra, in Rue de la Fontaine au Roi da cui dopo scappò in macchina assieme ad altri due terroristi. Il 20 novembre è stato accertato un avvistamento nei pressi di Bruxelles e un cambio di look per mascherare la sua identità e depistare le indagini. Il 18 marzo 2016 viene infine ferito ad una gamba ed arrestato a Molenbeek con un'operazione della polizia all'interno dell'appartamento dove era nascosto insieme ad altri terroristi da più di quattro mesi.

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