REFERENDUM PER L’INDIPENDENZA, ARTUR MAS INDAGATO PER “DISOBBEDIENZA”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:30

Il presidente della Catalogna, Artur Mas, dovrà presentarsi in Tribunale il prossimo 15 ottobre. Il secessionista è infatti indagato per “disobbedienza” in quanto lo scorso 2014 ha convocato un referendum sull’indipendenza della regione catalana, nonostante la Corte Costituzionale della Spagna lo avesse dichiarato illegale. A soli due giorni dalle elezioni catalane, vinte dalle liste indipendentiste che hanno conquistato una maggioranza assoluta ai seggi, Mas è stato convocato dal Tribunale superiore di giustizia.

Nel 2014, dopo la sentenza della Corte Costituzionale spagnola – che aveva vietato un referendum vincolante sull’indipendenza catalana – Mas aveva mantenuto la convocazione al voto ma con il solo valore consultivo. Il 9 novembre dello scorso anno, 2,5 milioni di elettori catalani (su un totale di 5,5 milioni) si erano recati alle urne e avevano espresso un risultato ampiamente favorevole all’indipendenza.

Secondo il governo catalano, la decisione di indagare Mas per “disobbedienza” è da considerare come “un’anomalia democratica”, mentre il capogruppo parlamentare di Convergencia, Pere Macias, lo ha definito una “persecuzione politico”. “Cercare di disarcionare chi ha vinto alle urne con questi metodi non dà l’immagine di una democrazia di qualità”, ha dichiarato ancora Macias. Con Mas, sono stati convocati come imputati anche l’ex vicepresidente della Generalitat Joana Ortega e la consigliera Ines Rigau. Anche loro sono accusati di “disobbedienza”, reato per il quale è prevista, secondo quanto riferito dalla tv pubblica spagnola Tve, una inabilitazione da tre mesi a due anni.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.