Raid sullo scuolabus: l'Onu chiede un'indagine

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Le Nazioni Unite vogliono un'indagine “indipendente e tempestiva” sull'attacco della coalizione a guida saudita in cui ieri sono stati uccisi 29 bambini sotto i 15 anni che erano su uno scuolabus.

L'appello

Il segretario generale Onu, Antonio Guterres, ha chiesto “a tutte le parti di rispettare i loro obblighi previsti dal diritto umanitario internazionale, in particolare le regole fondamentali del distinguere, della proporzionalità dell'uso della forza e delle precauzioni da prendere”, ha detto un portavoce. L'Onu ha sottolineato che “tutte le parti devono tenere in costante considerazione la necessità di risparmiare i civili e gli obiettivi civili nel corso delle operazioni militari”. La coalizione a guida saudita che conduce la campagna militare nello Yemen ieri aveva definito “legittima” l'azione terminata con la strage di bambini, un raid che aveva per obiettivo un trasporto di “combattenti Houthi”, ha detto un portavoce della coalizione. 

Bilancio drammatico

Intanto è salito ad oltre 6.500 il numero di civili uccisi nel conflitto in Yemen, stando agli ultimi dati resi noti oggi dall'Onu. Dall'intervento armato della coalizione a guida saudita, il 26 marzo 2015, al 9 agosto 2018, “il nostro ufficio ha documentato un totale di 17.062 vittime civili, di cui 6.592 morti e 10.470 feriti. La maggior parte, 10.471, risultano da attacchi aerei condotti dalla coalizione saudita a guida saudita”, ha affermato a Ginevra la portavoce dell'ufficio dell'Alto commissario Onu per i diritti umani, Liz Throssell. La portavoce ha deplorato il raid della coalizione che giovedì colpito un bus che trasportava bambini al mercato Dahyan, a Saada. “Questi ultimi decessi dimostrano tragicamente come il conflitto continua a incombere sulla vita degli yemeniti”, ha aggiunto Throssell.

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