Pyongyang:
“Gli Usa?
Un demone nucleare”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:50

Continua a mantenersi alle stelle la tensione fra Stati Uniti e Corea del Nord. Dopo l'improvviso test missilistico ed essersi autodichiarata come potenza atomica, Pyongyang torna a gettare benzina sul fuoco, diffondendo un comunicato nel quale definisce gli Usa come “un demone nucleare”, con Trump che sta letteralmente “implorando” una guerra di questo di tipo. Ad affermarlo è un portavoce del Ministero degli Esteri nordcoreano il quale, nel testo, ha accusato gli States di stare “inscenando nella penisola coreana una scommessa nucleare estremamente pericolosa”, in una sorta di replica a quanto affermato all'Onu dalla portavoce della Casa Bianca, Nikki Haley, non più tardi di due giorni fa. In quell'occasione, la delegata Usa aveva affermato che, con il suo atteggiamento, la Corea del Nord stava avvicinando il mondo alla guerra.

Prove dimostrative

Si gioca sul filo di un rasoio, dunque, la partita di nervi fra i due capi della scacchiera. L'ennesima provocazione coreana arriva solo poche ore dopo l'annuncio, da parte di Seul, dell'arrivo in Corea del Sud di sei F.22 Raptor americani, atterrati sulla parte meridionale della Penisola per sostenere il ciclo annuale delle congiunte manovre aree denominate “Vigilant Ace”, prevista tra il 4 e l'8 dicembre prossimi. Si tratta del numero più elevato, secondo quanto affermato da Seul, di caccia invisibili statunitensi impiegati in questo tipo di esercitazione la quale, a questo punto, potrebbe essere interpretata come una sorta di prova di forza nei confronti della vicina Corea del Nord: a breve, infatti, dagli States dovrebbero partire unità di F-35A, F-35B e F-16C, senza contare un corposo numero di superbombardieri B-1B, per un dispiegamento di forze senza precedenti in questa zona.

Parterre di armamenti

Un'azione sicuramente dimostrativa, volta magari al tentativo di ridurre Kim a più miti consigli. Ma, al contempo, un atteggiamento che conferma, in buona parte, l'intenzione degli States di seguire la linea della diplomazia di ferro, attraverso quella che potrebbe essere definita una sfilata di armamenti proprio davanti alla finestra del leader nordcoreano. Alla dimostrazione, ovviamente, parteciperà anche la Corea del Sud, pronta a schierare i suoi F-15K, KF-16 e F-5, oltre ad altre unità dell'aernoautica per un totale di 230 velivoli. Fra le esercitazioni previste, una serie di attacchi simulati su obiettivi rispondenti alle caratteristiche di basi nucleari e sedi missilistiche. Il tutto mentre a Pyongyang ancora si celebra il risultato ottenuto con il lancio del Hwasong-15, definito il più potente missile mai lanciato dalla Corea del Nord e perfettamente in grado sia di colpire tutto il territorio Usa che di portare con sé una testata nucleare. Anche per questo, per il 15 dicembre prossimo, è stata confermata una nuova riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite: in quell'occasione si parlerà della capacità missilistica effettiva di Kim e, probabilmente, della violazione dei diritti umani e delle nuove sanzioni da applicare nei confronti del regime. Le quali, stavolta, si annunciano particolarmente dure.

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