Pyongyang: “Pronti a ridurre in cenere gli Usa”. Mosca: “Alto il rischio di scontro”

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“Il presidente Trump ci sta portando sull’orlo di una guerra nucleare“. In una nota ufficiale dai toni minacciosi il regime della Corea del Nord ingaggia l’ennesima prova muscolare a distanza con Washington. “Vi spazzeremo via – si legge nel testo diffuso dai media Usa – vi cancelleremo dalla faccia della terra. Il comportamento isterico e imprudente di Trump potrebbe ridurre gli Usa in cenere ogni momento”.

Mosca preoccupata

Parole che preoccupano la comunità internazionale, impegnata a disinnescare la pericolosa escalation degli ultimi giorni. Secondo il ministro russo degli Esteri, Serghiei Lavrov, il rischio di un confronto militare “tra Usa e Corea del Nord è molto alto, soprattutto tenendo conto di questa retorica. Sono state fatte minacce dirette di uso della forza”. Secondo Mosca dovrebbero essere gli Stati Uniti, in qualità di potenza più forte, a fare un passo indietro e ad evitare che le tensioni aumentino ulteriormente. “I discorsi sulla necessità di effettuare un attacco preventivo in Corea del Nord, i discorsi di Pyongyang sulla necessità di colpire la base militare Usa sull’isola di Guam, sono stati un continuo e noi siamo molto preoccupati da ciò”, ha affermato Lavrov, aggiungendo che “sfortunatamente la retorica di Washingon e Pyongyang sta superando ogni livello” e augurandosi che “prevalga il buon senso“. “Credo – ha proseguito il capo della diplomazia russa – che quando effettivamente si arriva allo scontro, chi è più forte e intelligente debba fare un passo indietro dalla linea di pericolo“. Lavrov ha quindi sottolineato che “la Russia, assieme alla Cina, ha proposto un piano molto ragionevole per il ‘doppio congelamento’: Kim Jong-un congela ogni test nucleare, ogni lancio di missili balistici, mentre gli Usa e la Corea del Sud congelano le esercitazioni militari su larga scala che sono costantemente usate dalla Corea del Nord come pretesto per effettuare i test missilistici”.

Contraerea rafforzata

Per essere pronta a ogni evenienza la Russia ha rafforzato i sistemi anti-aerei dislocati nell’Estremo Oriente del Paese, ovvero nelle aree limitrofe alla Corea del Nord. “Ciò che accade adesso intorno alla Corea del Nord –  ha detto il senatore Viktor Ozerov, ex capo della commissione Sicurezza e Difesa – non può non suscitare preoccupazione e spingerci a prendere misure addizionali per proteggere il nostro territorio: le forze aeree e anti-aeree sono state rafforzate”. Stando a Ozerov i militari russi stanno monitorando ciò che accade intorno alla Corea del Nord mentre le zone dei possibili lanci dei missili si trovano sotto speciale osservazione. Tra gli obiettivi delle forze aeree – che assicureranno la sicurezza del territorio russo in caso di coordinate sbagliate dei missili nordcoreani, perché “è abbastanza alta la probabilità di errore” – c’è anche quello di deterrenza nei confronti degli Usa. “Le forze anti-aeree e di deterrenza nucleare permettono di far sì che gli americani si astengano da passi più decisi“.

L’alleato

Il Giappone, da parte sua, sta procedendo allo schieramento dei razzi intercettori nella parte occidentale del Paese in risposta a un eventuale attacco nordcoreano contro il territorio Usa di Guam con 4 missili intermedi. Il piano definitivo sarà completato entro metà mese e prevede che i vettori sorvolino lo spazio aereo nipponico delle prefetture di Shimane, Hiroshima e Kochi prima di colpire le acque intorno a Guam.

Diplomazia al lavoro

Non si ferma, però, la macchina della diplomazia. Secondo quanto riferito all‘Associated Press da fonti vicine al governo Usa, l’amministrazione Trump è impegnata dietro le quinte per tentare di avviare un canale di dialogo con la Corea del Nord. Dialogo per affrontare sia la questione dei prigionieri americani detenuti nel Paese sia quella del deterioramento delle relazioni.

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