Purghe senza fine: decine di arresti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:30

Cento ufficiali dell'aeronautica turca e 88 civili sono stati arrestati su ordine della procura di Ankara nell'ambito dell'indagine sugli “imam occulti”, accusati di fare proseliti per l'organizzazione legata a Fetullah Gulen, imam e finanziere residente negli Usa ritenuto la mente del golpe fallito il 15 luglio 2016. 

Arresti

Altri 44 militari, ma stavolta dell'esercito, sono finiti nella rete della procura di Diyarbakir, città del sud est del Paese, con l'accusa di aver agito nell'interesse dello stesso Gueln. Ben 40 dei 44 hanno fino a ieri prestato regolare servizio, due erano già stati precedentemente sospesi, altri due risultano pensionati. Dal 15 luglio 2016 a oggi sono più di 50 mila le persone in carcere perché accusate di far parte della rete golpista dell'imam, ex alleato di Erdogan, poi diventato suo arcinemico. Oltre 140 mila hanno invece perso il lavoro sulla base di legami di minore entità con la medesima organizzazione. 

Gezi park

A Istanbul, invece, 20 tra professori e assistenti della prestigiosa Università Bilgi sono stati raggiunti da ordini di arresto. In base a quanto riporta l'agenzia turca Dha 13 sono finiti dietro le sbarre, tra questi il decano Turgut Tarhanli, la professoressa Betul Tanbay e la fondatrice delle gallerie d'arte “Depo” Meltem Aslan Celikkan mentre la polizia deve ancora notificare l'arresto a 7 degli indagati. Gli avvocati hanno dichiarato che il provvedimento da cui gli accademici sono stati colpiti prevede un massimo di 4 giorni di arresto. La procura ha reso noto che i provvedimenti sono stati disposti nell'ambito dell'indagine costata più di un anno fa la detenzione al filantropo Osman Kavala, da sempre impegnato nell'ambito della promozione artistica, la difesa dei diritti umani e interlocutore delle istituzioni europee, su cui pesa l'accusa di sovversione. Secondo la procura di Istanbul Kavala avrebbe utilizzato e fomentato le proteste per il parco Gezi scoppiate nel 2013 nel tentativo “di sovvertire l'ordine democratico attraverso il caos e la violenza”.

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