Puigdemont: “Libero e senza cauzione”. Partita delicata tra Belgio e Spagna

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:00

Libero e senza cauzione. Il nostro pensiero va ai colleghi ingiustamente incarcerati da uno Stato lontano dalla pratica democratica”. Carles Puigdemont affida a Twitter il suo pensiero dopo la decisione con cui il giudice istruttore – incaricato di esaminare il mandato d'arresto europeo – ha disposto la libertà vigilata per l'ex presidente e 4 ex ministri del governo catalano destituito da Madrid impedendogli di lasciare il Belgio

Patata bollente

La Spagna, per il momento, accetta la misura adottata dalla magistratura belga, anche se il ministro della Giustizia, Rafael Català, si è detto convinto che la richiesta di consegna dei cinque si concluderà con “un risultato favorevole”. Parole che suonano come un avvertitmento: Madrid, si legge fra le righe, si aspetta che Bruxelles gli consegni i “ribelli” così da poterli giudicare e condannare secondo le sue leggi. Per il Belgio, notoriamente attento sulle questioni relative ai diritti umani, si tratta di una patata bollente che apre una partita diplomatica delicatissima con un altro Stato membro dell'Unione europea. Forse anche per questo Jaume Alonso Cuevillas, avvocato in Catalogna di Puigdemont, si è lasciato andare a un commento emblematico sul governo di Madrid. “Formalmente in Spagna c'è uno stato di diritto – ha detto a Rac1 – ma la sua effettiva applicazione solleva molti dubbi”. Se dal Belgio tornasse in Spagna, ha aggiunto, Puigdemont “sarebbe immediatamente arrestato“. 

Misure

La notizia del rilascio (in libertà vigilata) del “President” destituito è arrivata all'esito di una lunga giornata trascorsa in Procura. Diverse le misure cautelari adottate: obbligo di restare nel Paese, con conseguente ritiro del passaporto, di rimanere a disposizione del giudice e di comunicare il domicilio. 

Prossimi passi

Dopo la decisione del giudice istruttore, il caso passa ora alla Camera di consiglio del Tribunale di primo grado, che dovrà decidere entro 15 giorni se il mandato europeo emesso dalla Spagna può essere reso esecutivo. La sua decisione potrà essere appellata sia dagli accusati che dalla procura stessa. La vicenda continua a creare tensioni anche nel Governo belga. Il ministro dell'interno Jambon, senza aver consultato il premier Michel, ha attaccato le istituzioni Ue che giudica “parziali” nella vicenda catalana. “Sono cose successe in uno Stato europeo, mi chiedo cosa spetti l'Ue a pronunciarsi. Se fosse successo in Polonia o in Ungheria, credo avrebbe avuto una reazione diversa”, ha rinchiato, chiedendo alla comunità internazionale di vigilare sul rispetto dei diritti in Spagna. Puigdemont e gli altri “hanno solo applicato il mandato che hanno ricevuto dai loro elettori”.

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