Prove di guerra: i bombardieri Usa sorvolano la penisola

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:32

Manovre Usa nei cieli coreani. Nella notte 2 bombardieri strategici B-1B hanno volato con i jet di Seul sopra la penisola, nell’ultima prova di forza verso la Corea del Nord. Partiti nel pomeriggio da Guam, i B-1B sono entrati nella Zona di identificazione di difesa aerea coreana (Kadiz) intorno alle 20:50 locali (13:50 in Italia). Secondo il Comando di Stato maggiore congiunto di Seul, i supercaccia Usa hanno simulato un attacco aria-terra sul mar del Giappone con due jet militari sudcoreani F-15K e volato poi tagliando la penisola.

I B-1B e i F-15K hanno poi avuto un’altra prova di tiro nel mar Giallo, sul lato occidentale: i supercaccia hanno infine lasciato la zona di identificazione di difesa aerea di Seul intorno alle 23:30 (16:30 in Italia). L’Ufficio presidenziale sudcoreano ha fatto sapere, riporta l’agenzia Yonhap, che l’addestramento “notturno” era parte della “turnazione di asset strategici militari americani“. In base agli accordi siglati tra le parti, le operazioni modulate in questo ambito sono destinate ad andare avanti. I militari Usa hanno confermato le manovre notturne precisando che i bombardieri supersonici, noti come Lancers, hanno avuto simili attività anche con l’Aeronautica nipponica, descritte come una “serie di missioni bilaterali nelle vicinanze della Corea”.

Per la prima volta, quindi, i B-1B e le forze aeree di Seul e Tokyo hanno avuto prove congiunte a dimostrazione della prontezza nell’area Indo-Asia-Pacifico con il supporto dell’impegno militare americano per “la tutela della sicurezza e della stabilità regionali”. Lo scorso mese i B-1B americani hanno volato sulle acque internazionali vicino alla costa orientale della Corea del Nord, in una prova aerea notturna indipendente che, secondo l’intelligence di Seul, non era stata rilevata dalle forze di Pyongyang.

La crisi coreana è stata poi al centro dell’incontro fra il presidente americano Donald Trump e i membri del Consiglio per la sicurezza nazionale Usa. Durante il meeting, nel corso del quale è intervento il segretario della Difesa James Mattis, sono state discusse le “opzioni per rispondere a eventuali aggressioni da parte della Corea del Nord e, se necessario, prevenire minacce agli Stati Uniti e ai loro alleati”.

Anche perché, secondo l’Asian Business Daily, Pyongyang si starebbe preparando a un lancio multiplo di razzi a corto raggio da effettuare intorno all’avvio del 19/mo congresso del Partito comunista cinese, la cui data è attesa per il 18 ottobre. I militari sudcoreani e Usa avrebbero rilevato il trasporto di 30 razzi Scud da Hwangju, a sud della capitale nordcoreana, all’impianto di manutenzione di Nampo, sulla costa occidentale. Se il lancio simultaneo di dozzine di vettori a corto raggio è inusuale, c’è tuttavia un precedente che risale a marzo 2014, quando Pyongyang ne lanciò 71 in una singola settimana. Una mossa, quella ipotizzata dal quotidiano sudcoreano, che mostrerebbe la capacità del Nord di mettere in campo diversi tipi di provocazioni, dopo aver speso gli ultimi mesi a testare missili che potrebbero potenzialmente essere armati con testate nucleari e lanciati verso il territorio Usa.

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