Portsmouth: Elisabetta celebra il D-day

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:45

Quella generazione, la mia generazione, è resistente“. Così la regina Elisabetta II ha concluso a Portsmouth le celebrazioni per i 75 anni dell'inizio dello sbarco in Normandia

Celebrazioni

“Settantacinque anni fa centinaia di migliaia di soldati lasciarono queste spiagge per la causa della libertà”, ha ricordato la sovrana, sottolineando “il coraggio” che quella titanica impresa richiese. “Molti non tornarono a casa”, ha proseguito, e “il loro eroismo non sarà dimenticato”. Quindi, rivolgendo il pensiero ai caduti e ai veterani ancora superstiti, una semplice parola finale: “Grazie“. 

Il ricordo

“Quando presenziai alla commemorazione del 60esimo anniversario dell'avvio del D-Day qualcuno pensò che sarebbe potuto essere l'ultimo evento del genere”, ha sottolineato la regina, con un riferimento al tempo trascorso e all'età dei reduci. Prima del suo breve intervento finale, sul palco era salito proprio uno dei reduci, 98enne, capace di commuovere tutti con poche parole: rievocando con sincerità le sue sensazioni di quel giorno (“ero terrorizzato, come tutti, anche se non lo davamo a vedere”) e assicurando di custodire, come se il tempo non fosse passato, la memoria dei “tanti compagni” perduti. Conclusa la cerimonia, Elisabetta e il principe Carlo si sono intrattenuti a lungo proprio con alcuni anziani reduci, chiacchierando e sorridendo, al pari di altri leader: a cominciare dal presidente degli Usa, Donald Trump, e dalla first lady Melania.

Protesta

E proprio la presenza del presidente Usa ha provocato attimi di tensione nella cittadina costiera. Si è trattato però di una protesta in tono minore rispetto a quella di ieri a Londra, limitata a poche centinaia di persone, confinate dalla polizia britannica a notevole distanza dal luogo sulla riva del mare teatro della cerimonia ufficiale. Non sono mancati del resto episodici momenti caldi, quando alcuni militanti di destra e simpatizzanti di Trump si sono avvicinati alla dimostrazione gridando “vergogna” ai presenti. E venendo apostrofati a loro volta come “nazisti“. Vi è stato qualche spintone, ma gli agenti – presenti in forze – sono riusciti alla fine a tenere a bada la situazione.

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