Pompeo: “Pyongyang resta una minaccia”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:56

La Corea del Nord resterà una minaccia sino a quando non completerà il processo di denuclearizzazione. Mike Pompeo corregge il tiro delle entusiastiche dichiarazioni di Donald Trump, che, di ritorno dal vertice con Kim Jong-un a Singapore, aveva twittato: “Non c'è più alcuna minaccia nucleare da parte della Corea del Nord”.

Precisazione

Il segretario di Stato Usa, durante un'audizione in Senato, ha precisato: “Il presidente intendeva che gli Stati hanno ridimensionato la minaccia rappresentata dal Nord”. Il capo della diplomazia Usa non ha, però, voluto fornire dettagli sulle richieste americane a Pyongyang. “Non sono pronto a parlare dei particolari delle discussioni in corso. Penso che sarebbe inappropriato – ha detto ai senatori – e francamente controproducente rispetto all'obiettivo che vogliamo raggiungere”. 

Mattis a Seul

Il segretario alla Difesa, James Mattis, in questi giorni si trova in missione in Asia. Durante la tappa a Seul ha riaffermato l'impegno americano per la sicurezza nella penisola coreana, nonostante la decisione – adottata la scorsa settimana – di cancellare le esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud previste per il mese di agostoo. “L'impegno degli Stati Uniti verso la Repubblica di Corea rimane inattaccabile e gli Usa continueranno a utilizzare i loro mezzi diplomatici e militari per mantenere questo impegno, tra cui il mantenimento dell'attuale livello di forze statunitensi nella penisola coreana” ha detto dopo l'incontro con il suo omologo sudcoreano Song Young-moo

Rassicurazioni

Stati Uniti e Corea del Sud, ha poi dichiarato il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, continuano a lavorare per raggiungere una “completa, verificabile e irreversibile denuclearizzazione” della penisola coreana. Mattis ha fatto riferimento anche alla decisione di sospendere i giochi di guerra con Seul previsti per agosto prossimo, gli Ulchi Freedom Guardian. La cancellazione delle esercitazioni congiunte è “un'opportunità per i nostri diplomatici per negoziare e aumentare le prospettive di una soluzione pacifica della penisola coreana”.

 

 

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