Petroliera degli Emirati Arabi “scortata” dall'Iran

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:13

Non è un periodo facile per le petroliere. Alleanze e contrasti della comunità di internazionale da circa un mese trasferiscono le strategie di politica estera su questi giganti del mare. L'ultimo caso coinvolge un'imbarcazione degli Emirati Arabi Uniti che è stata rimorchiata dall'Iran in suo porto durante l'attraversamento dello Stretto di Hormuz. Da Teheran, attraverso il Ministero degli Esteri, hanno fatto sapere che la nave era in panne, dunque ciò avrebbe spinto il Paese iraniano all'azione. Ma Stati Uniti ed Emirati Arabi non ci stanno, secondo questi due Stati la petroliera aveva già preso contatti con l'armatore sabato notte per risolvere la situazione. Quindi, a loro giudizio, l'Iran avrebbe “sequestrato” la nave. 

La ricostruzione del fatto

La piccola petroliera Riah, battente bandiera panamense ma con base negli Emirati Arabi Uniti, ha spento il suo trasponder sabato notte e non risulta – dicono le autorità emiratine – che abbia lanciato alcuna richiesta di soccorso. Moussavi ha dichiarato che la Repubblica islamica ha aiutato una petroliera straniera in avaria, senza aggiungere altri dettagli. In seguito una fonte della Difesa statunitense ha diffuso la notizia che la petroliera si trovava, al momento in cui ha perso il contatto, in acque iraniane, vicino all'isola di Qeshm, dove ha sede una base dei pasdaran. “Sospettiamo che sia stata presa – ha detto la fonte -. Potrebbe essere stata in avaria e rimorchiata per essere soccorsa? E' una possibilità – ha aggiunto – ma se il silenzio dovesse protrarsi…ci sarà di che preoccuparsi”. L'episodio avviene tra crescenti tensioni tra Iran e Stati Uniti nella regione sul nucleare, tensioni che hanno già avuto per protagoniste, nel recente passato, le petroliere in transito per lo Stretto di Hormuz.

I precedenti

L'ultimo caso, in ordine cronologico, finito al centro del dibattito mediatico inernazionale è stato quello dell petroliera Grace1, nave iraniana posta sotto sequestro dalla magistratura di Gibilterra. Che ha anche arrestato il comandante e il suo vice. Dall'Iran hanno parlato di “atto di pirateria” perpetrato dalla sapiente regia britannica. La quale, a detta degli analisti internazionali, avrebbe coordinato l'operazione per ritorsione nei confronti di Teheran che poco meno di una settimana fa, con l'ausilio di tre piccole navi, ha tentato di bloccare – sempre nel cruciale Stretto di Hormuz – una petroliera di “Sua Maestà”. Tanto che Londra per evitare il peggio ha reagito con una nave da guerra pronta a far fuoco sulle tre imbarcazioni iraniane. L'escalation di tensione fra Iran, Regno Unito e Stati Uniti è innegabile, così come la preoccupazione della comunità internazionale per la stabilià, e dunque, la pace nell'area dello Stretto di Hormuz. 

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