Perù, paura per il vulcano Ubinas

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:18

Il governo peruviano ha decretato lo stato di emergenza in tre dipartimenti meridionali (Moquegua, Arequipa e Tacna) per il persistere dell'eruzione dell'Ubinas, uno dei vulcani più turbolenti del Sudamerica e il più attivo del Perù. Secondo il centro di operazioni di emergenza nazionale (Coen) sarebbero in pericolo almeno 30 mila persone. Il vulcano peruviano Ubinas è entrato in attività venerdì scorso con una serie di esplosioni, l'emissione di una densa colonna di fumo e la dispersione di una grande quantità di ceneri. L’eruzione principale del vulcano è avvenuta nella giornata di sabato, quando la nuvola di cenere espulsa, secondo le immagini satellitari analizzate dal VAAC di Buenos Aires, è arrivata fino a 12,2 km sul livello del mare (circa 6 km sopra il vulcano). La cenere è tuttora in sospensione, si sposta ad una velocità di circa 50 nodi (92 km/h) ed ha raggiunto città ad est del vulcano in questione, non solo del Perù ma anche della Bolivia a 780 chilometri di distanza. Questa è stata la più grande eruzione del vulcano Ubinas in 342 anni, considerandola un VEI 3. L’attività sismica è molto intensa con circa 400 scosse di terremoto al giorno. Il Presidente del Perù, Martin Vizcarra ha descritto l’evento come “uno dei più intensi al quale abbiamo mai assistito negli anni recenti”.

Ubinas

Lo stratovulcano nella regione di Moquegua, nel sud del Perù, si trova a 60 chilometri ad est della città di Arequipa. E' alto 5.672 metri e fa parte della Zona vulcanica centrale delle Ande, una zona particolarmente attiva che si estende dal Perù al Cile e forma il confine occidentale dell'altopiano boliviano. Ubinas, il vulcano più attivo del Perù, ha una storia di eruzioni esplosive di piccole e medie dimensioni oltre a quelle di eruzioni più grandi. Tra quelle recenti si ricorda l'evento 2006-2007, che ha prodotto colonne di fumo e ha portato alla caduta di ceneri nella regione, con conseguenti problemi di salute e evacuazioni. Durante l'attività più recente, dal 2013 al 2017, un flusso di lavaformata all'interno del cratere, e ulteriori cadute di cenere hanno portato a nuove evacuazioni delle città circostanti.

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