Persone comuni ed eroi: chi sono le vittime di Las Vegas

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:37

Un infermiere, un poliziotto, un allenatore, un apprendista meccanico e tanti altri. Persone normali, con una vita simile alla nostra, colpevoli solo di essersi trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato. Vite spazzate via dalla furia omicida di Stephen Paddock, il killer di Las Vegas, autore della più grave strage con armi da fuoco mai verificatasi negli Stati Uniti.

E mentre le autorità sono ancora impegnate nel cercare il movente del massacro, media e social network tributano l’ultimo omaggio alle 59 vittime.

Infermiere eroe

Toccante la storia di Sonny Melton, infermiere di 29 anni, che si trovava al Route 91 Harvest Festival insieme alla moglie Heather, sopravvissuta all’eccidio. E’ stata lei a raccontare l’ultimo gesto eroico compiuto dal marito. “Mi ha salvato la vita, mi ha afferrato e ha cominciato a correre, poi mi sono accorta che era stato colpito alle spalle – ha detto, commossa, a una radio del Tennessee – voglio che tutti sappiano che era un uomo amorevole e gentile”. Poi, scossa dai singhiozzi, ha chiuso la conversazione: “Scusatemi, riesco a malapena a respirare”. Sul suo profilo Facebook, però, ha scritto: “Ho perso il mio vero amore, il mio cavaliere in armatura scintillante. Sono incredula e disperata, ha sacrificato la sua vita per salvare la mia”.

L’agente

La stessa sorte di Sonny è toccata a Charleston Hartfield, 34enne poliziotto afroamericano che si stava godendo una serata libera quando è stato raggiunto dalle pallottole sparate da Paddock. “Probabilmente è morto mentre stava aiutando altre persone a mettersi in salvo – ha ipotizzato Troy Rhett, un suo amico – non conosco un uomo migliore di Charles”.

L’allenatore

Quinton Robbins, 20 anni, lavorava invece come assistente in una palestra della sua città natale, Henderson, in Nevada, e in passato aveva allenato la squadra di football americano di proprietà del fratello minore. A confermare la sua morte è stata la zia, Kilee Wells Sanders, con un post su Facebook. “Tutti quelli che lo avevano conosciuto lo amavano. Il suo sorriso e la sua risata erano contagiosi. Era veramente incredibile. Mancherà a tanti perché in tanti gli volevano bene“.

L’apprendista meccanico

Straziante la storia di Jordan McIldoon, 23 anni, apprendista meccanico canadese. I genitori, Al e Angela, hanno raccontato che il giovane si trovava al festival insieme alla ragazza e sarebbe dovuto rientrare a casa lunedì sera. “Abbiamo solo un figlio – hanno detto, disperati, alla Cbc News – non sappiamo cosa fare”. Jordan ha esalato il suo ultimo respiro tra le braccia di Heater Gooze, sopravvissuta alla strage. Su Fb, dopo aver rassicurato i suoi cari sulle sue condizioni, ha scritto: “Un ragazzo è morto fra le mie braccia! Non posso credere a quello che è appena accaduto”.

L’ex cheerleader

Giovanissima Angie Gomez, 20 anni, ex allieva di un liceo di Riverside (California), dove era stata un’apprezzata cheerleader. Da qualche tempo stava studiando per diventare infermiera. Le sue ex compagne di scuola le hanno reso omaggio creando la pagina “GoFundMe” che raccoglie offerte per aiutare la famiglia a pagare i funerali. “Era una ragazza allegra, con un grande cuore. E’ morta a causa delle ferite riportate a seguito della sparatoria”. Veronika Maldonado, 20 anni anche lei, su Twitter l’ha definita una “gemella”. “Amava la sua famiglia ed era innamorata degli animali – ha raccontato -. Era una ragazza sincera e sarebbe stata una grande infermiera”.

Le altre vittime

Tra le vittime identificate di Las Vegas ci sono anche: Adrian Muffit (che prima di partire per Las Vegas si era detto “eccitato” di partecipare all’evento), Lisa Romero (segretaria in una scuola del Nuovo Messico), Denise Salmon Burditus (che ha esalato l’ultimo respiro tra le braccia del marito), Bailey Schweitzer (20 anni, californiana), Rachael Parker (tecnico delle registrazioni presso la polizia marittima di Manhattan), Sandy Casey, (35 anni, insegnante di sostegno a Manhattan), Rhonda LeRocque (moglie di un pastore protestante del Massachusetts), Jennifer Topaz Irvine (avvocato specializzato nel diritto di famiglia) e tanti altri. Tutti partiti per quella che doveva essere una serata di festa e mai più tornati a casa.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.