Pechino risponde, dal 6 luglio tariffe sul made in Usa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:23

Risposta pronta della Cina ai dazi Usa: Pechino ha infatti annunciato che imporrà una tariffa aggiuntiva del 25% su beni statunitensi per un valore di circa 50 miliardi di dollari. Una cifra non certo casuale, in quanto provocherà lo stesso impatto delle misure varate dal presidente Trump sulle merci importate dalla Cina. A diramare la notizia è stato il Ministero delle Finanze cinese: a partire dal prossimo 6 luglio, scatteranno le tariffe per circa 34 miliardi sui beni made in Usa, ivi compresi prodotti agricoli, automobili e pesce. Ma il governo di Pechino ha annunciato che i dazi riguarderanno anche altri beni, quali medicine, materiale medico e prodotti energetici: per questi prodotti, la data in cui saranno introdotte le tariffe verrà comunicata in seguito.

Rischio controrisposta

D'altronde, la reazione ai dazi di Trump era stata più che annunciata dalla Cina che aveva subito parlato di “immediate contromisure”. Pechino aveva chiarito di “non volere una guerra commerciale” ma anche di dover “tutelare i nostri interessi”, annunciando che tutti i negoziati sino-americani condotti sinora erano da considerarsi nulli. Ora non resta che attendere la controrisposta degli Stati Uniti: da Washington, infatti, era stato subito annunciato che gli Usa avrebbero “imposto dazi aggiuntivi se la Cina si impegna in misure di ritorsione come nuove misure su merci, servizi o prodotti agricoli americani, l'aumento di barriere non tariffarie o azioni punitive contro gli esportatori americani o società americane operanti di Cina”.

Interessante il dato sulle merci agricole, argomento chiave nell'intensificarsi della guerra commerciale tra le due maggiori economie del mondo. La Cina aveva annunciato di imporre il 25% di dazi su prodotti come soia, grano, mais, sorgo, cotone e manzo in risposta alle tariffe proposte dagli Stati Uniti. Nel 2017, le importazioni di prodotti agricoli in Cina dagli Stati Uniti valevano 24,1 miliardi di dollari (dati di People's Daily citando fonti doganali).

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