Parziale dietrofront dell'Austria

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:56

Si tratta di qualcosa che ovviamente intendiamo realizzare soltanto in stretta cooperazione con l’Italia e con il governo di Roma“. Smorza i toni il neo cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, a proposito dell'ipotesi di concedere la doppia cittadinanza – italiana, che già possiedono, e austriaca – ai cittadini della Regione dell'Alto-Adige che si siano dichiarati appartenenti al gruppo linguistico tedesco. Il tema nelle scorse ore ha agitato il dibattito in Italia.

“Nel nostro programma, siamo venuti incontro a un desiderio dei sudtirolesi espresso da tutti i partiti e soprattutto dallo stesso governo provinciale del Sudtirolo”, ha rassicurato Kurz.

Quanti ne beneficerebbero

Il tema in questione non è affatto nuovo. In base all'ultimo censimento, in Alto Adige nel 2011 il 69,64 per cento della popolazione ha dichiarato di appartenere al gruppo linguistico tedesco, il 25,84 a quello italiano ed il 4,52 a quello ladino (una realtà presente soprattutto nelle valli Gardena e Badia). A beneficiare della doppia cittadinanza, sarebbero coloro che si sono dichiarati in un apposito modulo di gruppo linguistico tedesco (circa 330mila persone) e i 21mila appartenenti al gruppo ladino. Non potrebbero invece aspirare al passaporto austriaco i circa 170mila altoatesini dichiaratisi appartenenti al gruppo linguistico italiano o non dichiaratisi.

Il Südtiroler Freiheit

Chi auspica per il Sud Tirolo la doppia cittadinanza, ma come solo come primo passo verso l'indipendenza dall'Italia, è il partito Südtiroler Freiheit, la cui leader Eva Klotz ha dichiarato: “La doppia nazionalità è una battaglia che conduciamo da sempre, ma l'obiettivo ultimo è l'autodereminazione“. La Klotz ha dunque aggiunto: “Ai nostri padri, questa cittadinanza e questa madrepatria sono state strappate contro la loro volontà“. Pertanto – ha concluso – “la ferita della Storia non sarà guarita finché il Sud Tirolo non potrà decidere con un referendum se restare con l'Italia, tornare con l'Austria o diventare indipendente”.

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