Parte il G20, l'incognita sono gli Usa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:50

Come al G7 di qualche mese fa, quando decise di lasciare i lavori a metà per dirigersi da Kim Jong-un a Singapore per uno storico vertice, anche in occasione del G20 di Buenos Aires tutto (o buona parte) potrebbe dipendere da Donald Trump. La questione del Mar d'Azov ha già spinto il Tycoon a mettere da parte il previsto incontro con Vladimir Putin, mossa vista dal Cremlino come un pretesto per non incontrare il presidente russo. Ma a scaldare gli animi ci aveva già pensato il superfalco Bolton, il quale aveva già fatto intendere al consiglio dei 20 che “o accettate il nostro linguaggio o noi non aderiremo alla dichiarazione”. Un modo per mettere i puntini sulle “i” ma anche per dire che il ruolo degli Stati Uniti sarà di primo piano, nel bene e nel male, a cominciare dal piano per il commercio equo e ponendo il veto su qualsiasi riferimento alla Cop21 di Parigi.

I nodi da sciogliere

Ma la mina vagante Trump non è il solo nodo da sciogliere a Buenos Aires: al di là della questione Italia-Ue, a tenere banco potrebbe essere anche lo stato del Paese ospitante, l'Argentina, posta in uno stato di forte crisi economica e con il suo presidente, Mauricio Macrì, in fortissimo deficit di popolarità all'interno della Nazione. C'è poi la questione Brexit, che Theresa May dovrà sbrogliare sul fronte interno ma che sul piano internazionale apre a diversi scenari interessanti, per poi finire alla spinosa bagarre russo-ucraina, forse il punto focale di tutte le discussioni: detto del forfait di Trump all'incontro con Putin, il presidente russo si vedrà invece con Angela Merkel (arrivata in ritardo per via del guasto tecnico al suo aereo che l'ha costretta a tornare indietro), mentre la portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova, precisa che “l'Ucraina potrebbe sprofondare nella guerra civile… Alle forze dell'ordine ucraine sono stati concessi poteri straordinari, incluso l'uso della forza senza l'autorizzazione dei tribunali o dei pm, e questo pone seri rischi”. E da Kiev la tensione non accenna a scendere, vista la disposizione che vieta ai russi tra i 16 e i 60 anni l'ingresso nel Paese. Una situazione che preoccupa e che rischia di finire al centro delle discussioni, oltre che al margine.

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