Palestina, Abu Mazen accusa Hamas: distrugge l’unità nazionale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:15

“Hamas ha la responsabilità dei recenti attacchi, di rallentare la ricostruzione di Gaza e di distruggere l’unità nazionale”: così il presidente palestinese Abu Mazen si è scagliato contro l’organizzazione islamica, mentre si trovava a Ramallah durante la cerimonia per il decennale della morte di Yasser Arafat.

La tensione in Cisgiordania è palpabile: l’attentato di mercoledì scorso a Gerusalemme, l’uccisione ieri di un soldato israeliano a Tel Aviv e l’aggressione a tre coloni ebrei in Cisgiordania che ha provocato la morte di una israeliana di 25 anni, hanno accresciuto il clima di paura in Palestina. Abu Mazen ritiene Hamas responsabile dei recenti attacchi a Fatah a Gaza: “Perchè hanno messo quelle bombe? Questo dimostra che non vogliono l’unità”.

Il leader palestinese si è poi scagliato contro Hamas anche per il rapimento e l’uccisione dei tre ragazzi ebrei a giungo scorso: “E’ stata una mossa intelligente?”. Nei fatti, secondo Abu Mazen, quella mossa ha minato “l’unità nazionale palestinese” e ha avuto anche come conseguenza la distruzione di Gaza durante il conflitto con Israele. Alle parole del presidente palestinese ha subito replicato Hamas che ha definito le accuse “menzogne” e “insulti”. Il leader palestinese non ha risparmiato nemmeno il governo israeliano: “Le azioni di Israele stanno conducendo la regione ad una devastante guerra di religione. Gli eroi cristiani e musulmani della città non permetteranno mai la divisione della nostra capitale, Gerusalemme”.

Le parole di Abbas potrebbero significare la fine della rinnovata unità nazionale palestinese ritrovata a giugno scorso e sancita dalla nascita del governo presieduto da Rami Hamdallah. Il rischio di una terza Intifada sembra sempre più veritiero: ieri un membro della Jihad islamica ha pugnalato a morte una donna ebrea nella zona di Betlemme, mentre automezzi israeliani sono stati colpiti da sassaiole e in un caso un automobilista ha sparato in aria per mettersi in salvo. Nella zona di Nablus trenta veicoli palestinesi sono stati danneggiati, presumibilmente da coloni della zona: a Hebron un giovane palestinese è stato ucciso dall’esercito israeliano. La Jihad islamica ha rivendicato la paternità dell’attentato di ieri e ha fatto appello ai suoi militanti per condurre nuovi attacchi contro gli israeliani.

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