Ospedale colpito da un raid aereo, è una strage

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Non si fermano le violenze nello Yemen, dove un ospedale sostenuto dagli operatori di Save the Children è stato colpito nell'ambito di un raid aereo che lo ha gravemente danneggiato, uccidendo 7 persone, tra le quali 4 bambini. A denunciarlo è la stessa organizzazione per la tutela dell'infanzia, con un comunicato in cui si specifica che, al momento, ci sono 8 persone rimaste ferite e due ancora disperse. Il tutto sarebbe avvenuto quando l'orologio batteva le 9.30 ore locali (le 7.30 in Italia): a quanto sembra, l'obiettivo non era l'ospedale ma un deposito di carburante situato a poca distanza dall'entrata del Ritaf, a un centinaio di chilometri dalla città di Saada, in zona nord-ovest. La deflagrazione delle pompe di benzina ha investito in pieno il vicino nosocomio, provocando la strage.

StC: “Scioccati”

L'ennesimo gravissimo episodio che accresce l'escalation di violenza di cui lo Yemen è stato suo malgrado protagonista, devastato dalle lotte intestine e alle prese con una situazione di fortissima instabilità che, di fatto, rende difficile la gestione interna e quasi impossibile l'aiuto esterno. Ora, però, a essere colpito è un luogo dove i volontari riusciti a entrare nel Paese operavano per salvare i più piccoli fra gli yemeniti, sicuramente coloro maggiormente colpiti dalla sanguinosa guerra civile: “Siamo scioccati e atterriti da questo attacco oltraggioso – ha detto l’amministratrice delegata di Save the Children, Helle Thorning-Schmidt -: bambini innocenti e operatori sanitari hanno perso la vita in quello che sembra essere stato un attacco indiscriminato a un ospedale in un'area densamente popolata. Attacchi come questi sono una violazione delle leggi internazionali”.

Un quadro drammatico

Le immagini postate via social da StC mostrano chiaramente la struttura danneggiata, le corsie distrutte e altri frammenti di una mattinata drammatica. Anche per questo dall'organizzazione arriva l'esplicita richiesta di sospensione della vendita delle armi a entrambe le fazioni in lotta dal 2015. Secondo StC, il conflitto in Yemen ha finora favorito numerosissimi episodi come questo, devastando le vite dei bambini e delle loro famiglie, in un contesto in cui le difficili condizioni hanno favorito il riaffacciarsi di malattie come il colera che, stando ai dati forniti dalle Nazioni Unite, avrebbe già contagiato 120 mila persone, molte delle quali già estremamente deboli per le privazioni portate dal conflitto.

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