Oltre 800 migranti fermati dalla guardia costiera libica a nord di Sabrata

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:37

Ottocentoventisei migranti sono stati “salvati e arrestati” dalla guardia costiera libica in due diverse operazioni a nord di Sabrata. Lo ha riferito Ayoub Qassem, portavoce della Marina militare di Tripoli. I migranti tra cui anche bambini (di nazionalità libica, marocchina, tunisina, algerina, sudanese, siriana e di Paesi subshariani) erano a bordo di tre gommoni e due barche di legno. Il portavoce ha riferito inoltre che queste persone sono state consegnati all’organismo di lotta alla migrazione clandestina. Secondo quanto si è appreso di questi migranti fanno parte anche i 464 recuperati dalla guardia costiera di Zawia che si trovavano a bordo di due barconi. In un’altra operazione i guardiacoste di Sabrata hanno fermato altre 350-360 persone che si erano imbarcate su dei gommoni.

Nel corso di un’intervista alla tv  Libya al Ahrar, Qassem ha spiegato che “la Marina libica desidera aumentare le proprie capacità tecniche per poter contare sulle proprie forze, non solo sull’emigrazione illegale, ma anche per difendere la nostra sovranità“. Parlando della “questione del sostegno tecnico e logistico” della missione italiana, il portavoce ha invitato a “inviare osservatori a bordo delle nostre unità per verificare di persona” il ruolo delle navi italiane “nelle nostre acque territoriali“. Rispondendo alla polemiche interne alla Libia sulla missione italiana, Qassem ha spiegato: “Noi non vogliamo alimentare nessun conflitto politico. Il nostro lavoro è meramente professionale. I nostri occhi sono puntati non solo sull’emigrazione illegale, abbiamo anche altre missioni: vediamo lo sfruttamento delle nostre ricchezze ittiche e del patrimonio del mare libico”. Finora, ha proseguito, “abbiamo lavorato su dei gommoni. Oggi vediamo la possibilità di fare la manutenzione delle unità marittime libiche”. La Marina libica, ha evidenziato, “non è a favore di una parte contro un’altra: noi siamo con la Libia. Se (il generale Khalifa Haftar e altri esponenti della Cirenaica, ndr) hanno dei dubbi (sulla missione italiana), inviino con noi degli osservatori civili”.

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