Notte di fuoco, Israele: “Intervento vicino”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:53

Notte di fuoco a Gaza e ora l'intervento militare israeliano nella Striscia è più vicino che mai. Tanto che fonti dell'esercito si sbilanciano: “Siamo pronti ad avviare la più vasta operazione mai vista a Gaza”. E ancora: “Se necessari saranno evacuati i residenti al confine con Gaza e si deciderà l'installazione del sistema antimissilistico Iron Dome”. 

L'attacco

L'esercito israeliano ha bombardato da ieri a questa mattina 140 obiettivi di Hamas in risposta al lancio di 150 razzi dalla Striscia. Tre palestinesi, tra cui una donna incinta e una bambina, sono rimasti uccisi, mentre i razzi, almeno due fniti in aree abitate, hanno causato il ferimento lieve di tre persone colpite da schegge a Sderot. Le sirene di allarme antimissili ieri e la notte scorsa erano risuonate a Ashkelon, Sdot Negev, Eshkol. Decine di persone sono state soccorse per attacchi di ansia e alcune sono state ricoverate in ospedale. Le ultime violenze seguono l'uccisione a Gaza di due esponenti di Hamas in un attacco delle forze armate israeliane contro una postazione del movimento islamista vicino Beit Lahiya, nella zona settentrionale dell'enclave palestinese. Secondo la stampa locale, i miliziani hanno aperto il fuoco sui soldati dello Stato ebraico, provocando la reazione dei militari. Per i palestinesi gli spari sono stati esplosi durante un addestramento e non erano diretti ai militari.

Trattative parallele

L'escalation avviene in un momento in cui appare possibile una tregua tra Hamas e Israele, con la mediazione dell'Egitto e il sostegno delle Nazioni Unite. Mercoledì una delegazione di Hamas è andata al Cairo per discutere con gli egiziani la tregua con Israele. Il vice capo del Movimento islamista, Khalil Al-Hayya, in un'intervista all'emittente televisiva ad al Jazeera, ha assicurato che i negoziati indiretti sono a uno “stadio avanzato” e si spera che “ne possa venire qualcosa di buono”. “Quello di cui c'è bisogno è che sia riportata la calma lungo il confine tra noi e il nemico sionista”, ha aggiunto. Parole rilanciate dal deputato israeliano, Avi Dichter, alla guida della Commissione Esteri e Difesa della Knesset, che ha predetto una possibile svolta dopo mesi di tensioni e violenze: “Spero veramente che siamo sul punto di un nuovo giorno sulla questione di Gaza”. In ballo, ha riferito un esponente del Movimento islamico in un'intervista ai media turchi, ci sarebbe l'apertura permanente del valico di Rafah con l'Egitto, un allentamento delle condizioni al valico di Kerem Shalom con Israele, il ritorno dei corpi dei soldati israeliani e di altri due israeliani (un falascia e un beduino) ancora in vita nelle mani di Hamas, e la fine totale del lancio di aquiloni incendiari dalla Striscia in Israele.

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