Nodo Irlande: Londra presenta il “Piano B”

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Il Regno Unito presenta un “piano B” per prendere tempo sulla questione più spinosa della Brexit: il confine fra Irlanda del Nord ed Eire. Londra propone, in sostanza, la sua permanenza all'interno dell'unione doganale sino al 2021 (e forse oltre) in attesa di trovare un'altra soluzione per scongiurare il ritorno di una frontiera fisica tra le due Irlande. 

Concessione

Per il premier britannico si tratta di una concessione maggiore, dopo che aveva indicato la volontà di uscire dal mercato interno e dall'unione doganale, oltre che dall'Unione Europea, per riconquistare la piena sovranità del Regno Unito. La permanenza nell'unione doganale non permetterà a Londra di avere la totale libertà sulla sua politica commerciale, e in particolare di azzerare le tariffe o di adottare standard regolatori diversi dall'Ue, in caso di accordi di libero scambio con altri Paesi. Ma il rischio di perdere altro tempo era troppo alto. Senza passi avanti concreti sulla frontiera irlandese entro il Vertice europeo del 28 e 29 giugno, i negoziati della Brexit entrerebbero in una nuova fase di stallo, aumentando il rischio di un mancato accordo che provocherebbe il caos nel Regno Unito. 

Backstop

Lo scorso dicembre, Londra e Bruxelles si erano messe d'accordo sul fatto che la questione si sarebbe risolta nell'ambito delle relazioni future tra Regno Unito e Ue, ma che serviva anche un “backstop” (una rete di sicurezza, ndr) in attesa di trovare un compromesso sui rapporti post-Brexit. Bruxelles ha proposto una soluzione giudicata inaccettabile da Londra: l'allineamento normativo dell'Irlanda del Nord all'Ue, spostando di fatto la frontiera fisica nel mar d'Irlanda, cioè all'interno del Regno Unito. Il “backstop” dovrebbe essere costituito da un accordo doganale con un allineamento del Regno Unito all'Ue su tariffe, quote, regole di origine e procedure doganali, ma anche di altri elementi della politica commerciale comunitaria. Londra riconosce anche la necessita' di trovare un approccio comune sugli standard normativi.

Dubbi

La reazione di Bruxelles al “piano B” britannico sulla frontiera irlandese non si è fatta attendere. “Accolgo positivamente la pubblicazione della proposta dl Regno Unito sugli aspetti doganali del backstop Irlanda-Irlanda del Nord” – ha scritto su twitter il capo-negoziatore dell'Ue, Michel Barnier – la esamineremo con 3 domande: è una soluzione che funziona per evitare una frontiera fisica? Rispetta l'integrità del mercato interno e dell'unione doganale? E' un backstop per ogni evenienza?”. Alcune risposte si intravedono nella reazione dell'altro governo direttamente interessato, quello della Repubblica d'Irlanda. “Rimane vitale che sia trovato un accordo su un backstop legalmente vincolante per dare certezza che, in qualsiasi circostanza, sara' evitata una frontiera fisica”, ha detto il ministro degli Esteri irlandese, Simon Coveney: “Rimane da fare una grande quantità di lavoro”.

 

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