Morto l'ex presidente Morsi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:25

Mohamed Morsi, ex presidente dell'Egitto, è morto a seguito di un malore accusato in tribunale. Il decesso, riporta il portale Egypt Today, è avvenuto al termine di un udienza del processo che lo vedeva accusato di spionaggio

L'accusa

L'ex presidente ed ex leader dei Fratelli Musulmani – partito dichiarato fuorilegge per terrorismo – stava scontando l'ergastolo perché considerato responsabile di essere una spia del Qatar, Paese con cui l'Egitto ha da tempo interrotto i rapporti diplomatici, insieme ad altre nazioni arabe. In altri giudizi che lo vedevano sedere nel banco degli imputati era invece accusato di cospirazione. Morsi era stato anche condannato a 20 anni di reclusione per aver soffocato nel sangue una manifestazione del dicembre 2010. 

Presidente

Il mandato presidenziale di Morsi è iniziato nel giugno 2012, dopo che la commissione elettorale egiziana lo aveva dichiarato vincitore delle prime elezioni successive alla caduta di Hosni Mubarak. Nello stesso anno si è attribuito, con decreto, amplissimi poteri anche nel campo del potere giudiziario. Il fine ufficiale sarebbe stato quello di rendere non impugnabili i suoi decreti presidenziali per evitare possibili rallentamenti all'attività dell'Assemblea Costituente incaricata di redigere una nuova Costituzione. Il decreto richiedeva anche un nuovo processo da intentare agli imputati dell'era Mubārak cui era stata addebitata l'uccisione di manifestanti ma che poi erano stati assolti, ed estendeva il mandato dell'Assemblea Costituente di due mesi. Inoltre, la dichiarazione autorizzava Morsi a prendere, senza ulteriori specificazioni, tutte le misure necessarie per “proteggere” la rivoluzione. La conseguenza fu uno sciopero della magistratura che parlò apertamente di “golpe bianco”.

Il golpe

In seguito la crisi economica finì con l'aggravare la sua posizione, provocando nuove, drammatiche, proteste di piazza. Il 30 giugno 2013 i manifestanti ne chiesero ufficialmente le dimissioni. Richiesta cui seguì l'ultimatum di 48 imposto dalle forze armate. Il successivo colpo di Stato, guidato dall'allora ministro della Difesa e attuale presidente Abdel Fattah al Sisi, portò al rovesciamento del regime e all'arresto di Morsi. 

 

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