Moratoria sulla pena di morte, cresce il consenso: 117 Paesi dicono si

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:01

La nuova risoluzione per fermare la pena di morte raccoglie molti consensi in più rispetto alle sedute precedenti. Oggi all`Assemblea generale delle Nazioni Unite, sono stati 117 i si, 6 in più rispetto alla sessione della Terza Commissione, a novembre scorso. I no sono stati 38, mentre 34 le astensioni: quello di oggi è stato il quinto testo pro moratoria a essere adottato dal 2007.

La nuova risoluzione invita gli Stati a stabilire una moratoria sulle esecuzioni, in vista dell`abolizione della pratica: i 117 voti a favore rappresentano un numero record per questo tipo di documenti. Il Niger ha votato a favore per la prima volta, mentre la Sierra Leone è diventata co-sponsor dell’iniziativa: passi avanti notevoli, se si pensa che prima del 2007, una buona parte dei Paesi presenti all’assemblea era contraria. Il lavoro fatto sul Niger, in particolare, ha visto il contributo italiano la missione nel Paese di Nessuno tocchi Caino e del Partito Radicale guidata da Marco Pannella, che si è svolta dal 19 al 21 novembre. Insieme al Niger hanno per la prima volta votato a favore anche Eritrea, Figi, Guinea Equatoriale e Suriname: un altro segnale positivo è il passaggio dal no deciso all`astensione di Paesi come Bahrein, Myanmar, Tonga e Uganda.

“Il nuovo voto al Palazzo di Vetro, il quinto in sette anni dell`Assemblea Generale Onu a favore della moratoria – ha dichiarato Sergio D`Elia, segretario di Nessuno tocchi Caino – registra l`evoluzione positiva in atto nel mondo e il superamento del fasullo e arcaico principio dell`occhio per occhio. E` stato determinato dalla scelta dialogica e creativa della nostra associazione e del Partito Radicale di proporre la moratoria delle esecuzioni come passaggio chiave per giungere all`abolizione”. Gli attivisti di Nessuno tocchi Caino, insieme a Marco Pannella, Marco Perduca ed Elisabetta Zamparutti, hanno atteso l`esito del voto della Risoluzione sulla Moratoria nella sede del Partito Radicale a Roma, in collegamento con l’Assemblea Onu.

La risoluzione di quest`anno è stata rafforzata nella parte in cui chiede agli Stati di “rendere disponibili le informazioni rilevanti circa l`uso della pena di morte”. L`Assemblea generale delle Nazioni Unite ha ribadito di limitare progressivamente l`uso della pena di morte e non imporla per reati commessi da persone minori di 18 anni, donne incinte e – ha aggiunto quest`anno – nei confronti di disabili mentali. Per la prima volta, gli Stati sono stati invitati ad assicurare il diritto all`assistenza consolare ai cittadini stranieri coinvolti in processi in cui rischiano la condanna alla pena capitale. Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu invece, sempre in queste ore starebbe per votare una bozza di risoluzione sulla Palestina. Al quartier generale delle Nazioni Unite si continua a trattare per evitare il veto minacciato dagli Stati Uniti.

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