Moda contro il riscaldamento globale

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Mondo della moda in prima fila nella lotta al riscaldamento globale. Una quarantina di grandi firme hanno, infatti, siglato una “Carta dell'industria della moda per l'azione climatica” con la quale si impegnano a ridurre del 30% le emissioni di Co2 entro il 2030 e a raggiungere la neutralità carbonica nel 2050. Il tutto mentre in Polonia è in corso la Cop 24 sui cambiamenti climatici. 

La Carta

Il documento è stato lanciato dall'Onu e dalla creatrice britannica Stella McCartney ed è stata firmata, tra gli altri, da giganti della moda della “fast-fashion“, come H&M Group, Inditex (Zara), Adidas, Esprit, Levi Strauss, Salomon, oltre a nomi del lusso tra cui Burberry, Hugo Boss, il gruppo Kering (Gucci, Yves Saint Laurent, Balenciaga…) e a sorpresa anche dal gigante danese del trasporto marittimo Maersk.

L'impegno

Concretamente dovranno attuare misure di risparmio energetico, optando per materiali sostenibili e trasporti poco inquinanti in carbonio e promuovendo la filiera corta, puntando su innovazione e collaborazione. Le case di moda si sono anche impegnate ad aprire un dialogo con consumatori, comunità finanziaria e dirigenti politici per “trovare soluzioni evolutive, esplorare modelli commerciali circolari, modificare i comportamenti dei consumatori anche per allungare il ciclo di vita dei capi di abbigliamento”, precisa il comunicato Onu. In base a stime concordanti l'industria della moda rappresenta circa il 10% delle emissioni di Co2. 

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