Migranti, esposto all'Aja contro Unione europea ed Italia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:47

Quella del 3 giugno passerà alla storia come la giornata in cui i migranti sfidarono istituzioni e politici europee. Alcuni avvocati internazionali hanno depositato una denuncia contro l'Unione europea alla Corte penale internazionale dell'Aia per crimini contro l'umanità nella gestione dei migranti. Secondo alcune fonti di stampa, i legali sarebbero in possesso di “prove che coinvolgono la Ue, i funzionari e i rappresentanti degli Stati membri”, i quali si sarebbero macchiati di questo delitto per aver permesso alla Libia di gestire il flusso migratorio dall'Africa all'Europa. 

I politici italiani citati nella denuncia

Fra le 242 pagine presentate dagli avvocati comparirebbero anche i nomi di alcuni personaggi politici del Bel Paese: gli ex presidenti del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni; ma anche l'attuale titolare del Viminale e il suo predecessore: Matteo Salvini e Marco Minniti. L'accusa dei legali prende le mosse non soltanto dalle dichiarazioni pubbliche degli uomini politici europei, dato che gli avvocati avrebbero a disposizione anche documenti riservati che dimostrerebbero la responsabilità europea come “parte di una politica premeditata per contenere i flussi migratori dall'Africa attraverso la rotta del Mediterraneo centrale dal 2014 a oggi”. Nelle carte depositate dagli avvocati precisano che i rappresentanti dell'Ue “non hanno commesso personalemente i delitti, tuttavia erano a conoscenza della natura illegale e criminale degli atti e delle omissioni che possono costituire un crimine dinanzi alla giurisdizione della Corte Internazionale e dello Statuto di Roma”.

La replica delle istitituzioni europee

“Tutte le nostre azioni si basano sul diritto europeo e internazionale – è la replica di un portavoce della Commissione europea – la nostra priorità è sempre stata e continuerà ad essere quella di proteggere le vite e garantire una dignità per le persone sulle rotte migratorie”. Da Bruxelles hanno fatto sapere che il dialogo con la Libia è incentrato “sul rispetto dei diritti umani per migranti e rifugiati”. 

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