Merkel alla Bce: l’Europa torni competitiva

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:46

“Bisogna impedire che con l’azione della Bce venga allentata la pressione che mira al miglioramento della competitività”. Sono le preoccupazioni esternate dalla cancelliera tedesca Angela Merkel (Cdu) lunedì a Eschborn, vicino a Francoforte, durante l’apertura annuale della borsa tedesca. Erano presenti, oltre a un migliaio di operatori ed esperti del mondo della finanza, anche il governatore della Bce Mario Draghi e il presidente di Bundesbank Jens Weidmann. Le parole della Merkel seguono la notizia, data dalla Banca centrale europea (Bce) del possibile avvio di un programma di iniezione nel sistema finanziario ed economico di nuova liquidità.

L’operazione di Quantitative easing (Qe) – o allentamento quantitativo – dovrebbe contribuire, nell’ottica della Bce, a contrastare le condizioni di stagnazione e il rischio di deflazione presenti nell’Eurozona. Secondo la cancelliera se, da un lato, il rischio procurato da elevati tassi di interesse sui titoli di Stato di alcuni Paesi è stato per ora sollevato, d’altra parte questi stessi Paesi necessitano ancora di importanti interventi strutturali. “Il 90% della crescita dell’economia mondiale si trova al di fuori dell’Europa”, ha sottolineato la Merkel.

“La crescita potrà esserci solo a seguito di un miglioramento della competitività”, ha avvertito la cancelliera tedesca, preoccupata che una forte iniezione di liquidità e l’acquisto di titoli di Stati da parte della Bce possa ridurre la già recalcitrante propensione di alcuni Paesi periferici dell’euro ad affrontare finalmente le loro storture sistemiche. “È grande il rischio che con questo denaro a basso costo si allenti la pressione sulla competitività”, ha aggiunto Martin Wansleben, Direttore della Camera tedesca dell’Industria e del Commercio (DIHK), sposando così le preoccupazioni della cancelliera.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.