May, schiaffo dai Comuni: il Parlamento avrà il veto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:32

Schiaffo pesantissimo per Theresa May e il suo governo alla Camera dei Comuni: la premier ha infatti dovuto incassare la sconfitta sull'emendamento alla European Union (Withdrawal) Bill, ossia la legge che dovrebbe permettere l'attuazione del processo della Brexit. Questo significa che al Parlamento andrà l'ultima parola sull'uscita del Regno Unito dall'Unione europea e, di rimando, un diritto di veto che fa tremare la risicata maggioranza Tory. Il voto dei Comuni pone dunque una pesante clausola sulla legge quadro e, a fronte di uno scenario già poco incoraggiante, allunga le ombre di alcune fronde interne in un partito già indebolito: numerosi esponenti dei Tories, infatti, hanno votato a braccetto con l'opposizione, specificando che qualsiasi accordo con Bruxelles deve necessariamente passare da un atto parlamentare.

Lo scenario

L'emendamento chiave, presentato proprio dal mini-schieramento di conservatori “ribelli” (circa una quindicina e appoggiati dalle principali forze d'opposizione), è passato con 309 voti favorevoli a fronte dei 305 contrari. Una maggioranza ottenuta di un soffio ma, tuttavia, decisiva a porre il governo May in uno stato di forte stallo, tutt'altro che atteso dopo l'accordo raggiunto con Bruxelles sui termini dell'uscita dall'Ue. Ora, per essere definitavamente approvata, la Brexit dovrà passare per l'ok del Parlamento: un dettaglio non certo irrilevante, considerando il preoccupante calo di consensi dei conservatori, arrivati a una striminzita maggioranza alle ultime elezioni anticipate grazie all'appoggio dei nordirlandesi del Dup, e la forte spinta delle opposizioni, prima fra tutte quella laburista di Jeremy Corbyn.

Snodo cruciale

A ogni modo, i lavori sull'asse Londra-Bruxelles proseguono, nonstante i timori crescenti in casa Tory: “Siamo delusi dal voto del Parlamento a favore di questo emendamento – ha detto un portavoce del governo -, sebbene le forti garanzie che abbiamo dato”. Uno schiaffo che, per l'appunto, “non ci impedisce di preparare la nostra legge per il giorno dell'uscita. Ora stabiliremo quali ulteriori modifiche siano necessarie alla legge sul ritiro per garantire che rispetti il suo obiettivo vitale”. Certamente, in un momento che appariva favorevole al processo di uscita, la Brexit (e, più nello specifico, il governo), inciampa su un emendamento cruciale, confermando come in Gran Bretagna soffi un vento politico ancora di tempesta per la premier May.

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