May rinvia il voto ai Comuni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:47

Come da voci circolate nella giornata di oggi, Theresa May ha rinviato il voto sulla Brexit previsto per domani alla Camera dei Comuni. Nel suo discorso davanti ai parlamentari ha sottolineato che “se il voto fosse andato avanti, sarebbe stato bocciato con un ampio margine. Quindi sarà rinviato”.

La questione irlandese

La premier britannica non è stata, però, in grado di fornire una nuova possibile data per la deliberazione, nonostante sia stata a più riprese incalzata dai deputati. May ha poi annunciato che terrà “colloqui urgenti” con i leader Ue per ridiscutere variazioni del backstop. “La sfida del confine deve essere affrontata, con soluzioni reali e realizzabili – ha sottolineato -. Ho visitato il confine irlandese. Le persone là vogliono che le loro vite continuino come adesso. Non vogliono un confine duro”. 

“Il migliore possibile”

Rivolgendosi alla Camera, May ha chiesto: “Vuole questa Camera portare a termine la Brexit? Dobbiamo chiederci se vogliamo raggiungere un compromesso“. Il primo ministro, che ha definito il suo accordo come “il migliore possibile“, ha spiegato il divorzio dall'Ue non può essere attuato senza un compromesso e ha chiesto ai suoi critici di offrire una soluzione “alternativa”. Il governo, ha poi aggiunto, “intensificherà la pianificazione per un eventuale no deal nel caso in cui i parlamentari non riuscissero a raggiungere un accordo su Brexit“.

Critiche

Il rinvio del voto attira critiche sulla premier. Duro il leader laburista, Jeremy Corbyn, secondo cui il governo “ha perso il controllo degli eventi ed è in preda allo scompiglio“. Corbyn ha invitato May alle dimissioni se non fosse in grado di rinegoziare i termini dell'accordo con l'Ue. La premier scozzese, Nicola Sturgeon, da parte sua, ha espresso – dopo un colloquio telefonico con stessa May – “profonda frustrazione per il fatto che gli interessi di un partito Tory diviso abbiano la priorità sugli interessi del Paese”. Sturgeon ha aggiunto inoltre che “il rinvio del voto è un'abdicazione della responsabilità, che porta a un caos ancora maggiore”.

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