Macron: “Voti estremi se non ascoltiamo la rabbia”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:58

Non ascoltare la “legittima” rabbia del popolo significa pagarne le conseguenze, che possono essere “un voto estremo o la Brexit“. Lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, arrivando al Consiglio Ue a Bruxelles.

Conseguenze

Rispondendo alle domande dei giornalisti sulle misure decise da Parigi per rispondere alle richieste dei gilet gialli, Macron ha rivendicato di aver “fatto una scelta per rispondere a una rabbia che considero legittima e giusta, delle misure forti che considero allo stesso tempo legittime e importanti”. Il leader dell'Eliseo ha aggiunto che le misure non compromettono gli sforzi del governo “sul piano del bilancio, in particolare sulla gestione della spesa, perché si tratta di abbassare le imposte un po' più rapidamente e permettono di avanzare con le riforme“. Tutti i paesi europei, ha aggiunto, devono “prestare orecchio a questa rabbia legittima che si esprime con un voto estremo in alcuni Paesi o con la Brexit; io non metterò mai la politica del mio Paese o il progetto europeo nel quale credo, contro delle aspirazioni che considero legittime. Ed è quello che sto cercando di fare”.

Gilet gialli

Per risolvere la crisi dei “gilet gialli“, il governo francese ha annunciato un “grande dibattito cittadino nazionale”. L'iniziativa sarà aperto al pubblico e verrà svolta nelle sedi comunali ai quattro angoli del Paese. “Permetterà a ogni francese di portare la sua testimonianza, di esprimere le proprie aspettative e proporre soluzioni” recita un comunicato diffuso dopo l'ultimo consiglio dei ministri. L'Eliseo ha già formulato cinque domande ben precise per orientare il dibattito, ma i sindacati contestano la scelta di inserire il tema dell'immigrazione. “'Immigrazione e identità profonda' è un tema che non ha nessun collegamento con la crisi attuale. E' incomprensibile e pericoloso che faccia parte dei cinque temi di discussione quando la posta in gioco riguarda la giustizia sociale” ha contestato Laurent Berger, dirigente della Cfdt. 

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