Macron ai leader: “No ai nazionalismi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:29

Settantadue leader di governi e capi di Stato hanno presenziato, a Parigi, alle celebrazioni per il centenario della fine della Prima guerra mondiale. Un momento di riflessione sotto l'Arc de Triomphe, al termine degli Champs Elysées. Un luogo di memoria, dal quale il presidente francese, Emmanuel Macron, ha lanciato il suo monito contro i nazionalismi, anzi, contro “l'ottuso nazionalismo” del quale ha parlato anche la cancelliera tedesca Angela Merkel e che, nella sensazione generale, potrebbe nuovamente guadagnare terreno minando quei benefici portati dalla cooperazione come “l'equilibrio pacifico degli interessi, addirittura il progetto di pace europeo”. Per Macron “il patriottismo è l'esatto contrario del nazionalismo e dell'egoismo”: durante la Guerra mondiale “l'Europa rischiò di suicidarsi… La lezione della Grande guerra non può essere quella del rancore di un popolo contro gli altri”.

Preservare i valori morali

Ad ascoltare Macron c'erano tutti o quasi i più importanti leader mondiali: dal presidente turco, Erdogan, passando per il premier canadese Justin Trudeau, il leader libico al-Sarraj, il Capo di Stato italiano Mattarella, il presidente russo Vladimir Putin e anche Donald Trump, la cui auto è stata oggetto di protesta da parte di una delegazione di “femen”, riuscite a scavalcare le barriere di protezione e a porsi davanti al corteo presidenziale. Un momento di protesta tutto sommato pacifica, in una giornata in cui anche la cancelliera Merkel si è unita alle preoccupazioni di Macron sull'ascesa “delle visioni di cieco nazionalismo”, da contrastare in quella visione che parte dalla frase “'prima i nostri interessi e non m'importa degli altri'”. Un modo per eliminare, secondo Macron, “la cosa più preziosa che ha una nazione: i suoi valori morali”.

Mini-vertici e bilaterali

Ma l'appuntamento di Parigi, letto nell'ottica del Forum sulla Pace, è stata anche l'occasione per bilaterali, confronti, approfondimenti e, in un caso, per la preparazione a un altro summit, previsto per domani a Palermo. Con il comune denominatore del “viva la pace, viva l'amicizia fra i popoli” invocato da Macron contro “la chiusura in sé, la violenza e il predominio”, anche Trump e Putin hanno colto l'opporunità di uno scambio di vedute, con la notizia recente dell'imposizione di nuove sanzioni a Mosca per l'atteggiamento in Crimea a pesare sui dialoghi. Il presidente Usa, tuttavia, ha definito “positivo” senza rivelare ulteriori dettagli. Gli stessi che non ha voluto condividere Benyamin Nethanyau, autore a sua volta di un colloquio “buono, produttivo e anche importante” con il presidente russo. Sui contenuti del quale, tuttavia, è stato mantenuto il riserbo.

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