L'ultima scalata su Uluru

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:09

Non sarà forse la salita più impervia del mondo ma nemmeno una delle più facili. E anche di questo ha tenuto conto il governo australiano nel decidere di darci un taglio. Niente di strano, però, vedere tutti quegli scalatori apprestarsi a salire su Ayers Rock, visto che oggi lo faranno per l'ultima volta. La collina d'arenaria, infatti, è pronta a scrollarsi di dosso le comitive turistiche e a tornare unicamente Uluru, la montagna sacra degli Anangu, gli aborigeni australiani che fortemente hanno voluto il ripristino dello status spirituale del monolito rosso. Una fila chilometrica di aspiranti scalatori, dai margini della prateria fino alla base della roccia, una scena quasi degna dei tempi della corsa all'oro, quando un serpente umano di argonauti, da Dawson City, aspettava il suo turno per valicare Chilkoot Pass. Un richiamo irresistibile Ayers Rock, quasi come lo erano i fiumi del Klondike, spartiacque naturale fra i deserti Gibson e Simpson, luogo sacro e ritenuto inviolabile dai discendenti dei nativi australiani, monolito simbolo del Dreamtime ma, per tutto il resto del mondo, uno dei simboli dell'Australia, luogo turistico per eccellenza del Paese e meta di milioni di visitatori. Ecco, da oggi non più, perlomeno per ciò che concerne le scalate. Anzi, da domani, quando scatterà il divieto che segnerà la vittoria del popolo aborigeno: niente più ascensioni sul monolito, che resterà lì, osservabile ma inviolabile, nel rispetto che si deve a un naturale santuario di spiritualità ancestrale.

Il divieto

Lo stop alle salite il governo lo aveva deciso già un paio d'anni fa (e riguardava anche il sito di Kata Tjuta, meglio conosciuto come Monti Olgas), approvando le istanze degli Anangu per porre un freno alle numerosissime scalate sul monolito, in realtà già sensibilmente ridotte da quando il divieto è stato decretato e programmato per entrare in vigore il 26 ottobre di quest'anno. Finora erano bastati i cartelli alla base della collina, nei quali si richiedeva ai turisti di non avventurarsi verso la sommità, a ridurre il numero di aspiranti scalatori. Del resto, nonostante la contenuta altezza e praticamente nessun passaggio alpinistico, arrivare a completare la salita era tutt'altro che facile, tra pareti ripide (da affrontare con l'aiuto di una lunga catena di ferro, che verrà ora rimossa), caldo asfissiante (gran parte dei tratti di ascensione sono esposti al sole senza possibilità di riparo) e rischio disidratazione, tanto che negli settanta anni sono state 37 le persone che hanno perso la vita nel tentativo.

Un'emozione che resta

Da domani nessuno oserà più tentare di sfidare la montagna e a chi ci proverà lo stesso il desiderio passerà in fretta, visto che per chi infrange il divieto è prevista una multa di 6300 dollari asutraliani, quasi 4 mila euro. Ci sarà un altro modo di accostarsi a Uluru e alla sua mistica aura di magnificenza, attraverso un percoso (peraltro già fruibile) con guide native pronte a spiegarne la storia e il valore spirituale. La cima verrà osservata dal basso, godendo del paesaggio della prateria e del suo straordinario tramonto. Un'emozione che niente ha da invidiare al successo di una scalata.

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