Lotta al terrore: dall’Onu una task force per indagare sui crimini dell’Isis

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:12

Arriva la task force dell’Onu chiamata a indagare sui crimini commessi dall’Isis. Il Consiglio di Sicurezza ha, infatti, approvato all’unanimità una risoluzione in cui si chiede al segretario generale Antonio Guterres di istituire il team investigativo. La task force sarà guidata da un consigliere speciale e il suo obiettivo sarà “raccogliere e conservare prove di atti che possono costituire crimini di guerra, contro l’umanità e genocidio”. Il gruppo, si sottolinea, opererà con pieno rispetto per la sovranità e la giurisdizione dell’Iraq sui reati commessi nel suo territorio.

La decisione è stata accolta con soddisfazione dal ministro italiano degli Esteri, Angelino Alfano. “La barbarie è stata l’essenza dei terribili reati perpetrati dall’Isis – ha detto -. Il voto di oggi è un passo molto importante per renderlo responsabile per i suoi crimini di guerra e contro l’umanità”. La legge, ha spiegato, “è il cemento delle nostre società e quella di oggi è una decisione importante nella giusta direzione. Abbiamo votato a favore di questa risoluzione per sradicare l’impunità grazie alla legge, questo significa responsabilità”.

Il titolare della Farnesina ha poi precisato che “responsabilità significa anche rifiutare la tentazione della vendetta“, sottolineando che l’Italia “è al fianco dell’Iraq per informare chiunque abbia aderito alla causa del terrore che saranno identificati e ci saranno gravi conseguenze per le loro azioni”. Roma, ha aggiunto, “farà tutto il possibile per il successo della nuova squadra investigativa e del suo inviato speciale”. Alfano ha ricordato che nella Coalizione Globale contro l’Isis l’Italia ha aiutato a formare circa 30 mila unità militari e di polizia irachene. “Stiamo entrando in una nuova fase di cooperazione con l’Iraq”, ha concluso il ministro, affermando che “chiunque sottopone altre persone ad atti non umani offende l’umanità e diffonde insicurezza nell’ordine internazionale, fondato sul principio che il rispetto della legge è la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali“.

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