Lotta al jihad, il premier tunisino: “Nessun accordo per il rientro dei foreign fighter”

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“La questione del ritorno in patria dei foreign fighter dalle zone di conflitto riguarda tutti i Paesi e tutti gli alti responsabili che ho incontrato sono preoccupati al proposito. La Tunisia non ha concluso nessun accordo in questo senso con i Paesi interessati”. Lo ha detto sulla tv di stato Watania 1 il premier Youssef Chahed sulla questione tanto dibattuta in Tunisia in questi giorni del ritorno in patria dei combattenti tunisini dalle zone di conflitto di Siria, Libia ed Iraq. Il capo del governo ha dichiarato che l’esecutivo da lui diretto è contrario al rientro di questi jihadisti e che per coloro che torneranno scatterà l’arresto e verranno giudicati secondo la legge antiterrorismo.

A tal proposito, rivela il quotidiano locale Le Maghreb, sarebbe stata avviata la costruzione di un carcere di massima sicurezza, dotato dei più elevati standard tecnologici, pensato per “accogliere” i jihadisti di ritorno dalle zone di conflitto.

Intanto le unità della Guardia nazionale tunisina hanno tratto in arresto a La Manouba 9 membri dell’organizzazione terroristica Ansar Al Sharia considerati pericolosi dalle autorità. Lo ha reso noto il ministero dell’Interno precisando che tra il materiale sequestrato nelle operazioni c’è un link contenente un video che mostra elementi della cellula smantellata mentre si addestrano con le armi in qualche montagna della Tunisia e foto con terroristi tunisini nelle zone di conflitto. Gli inquirenti hanno scoperto il legame tra le persone arrestate e terroristi tunisini di spicco come Kamel Zarrouk e Slim Kontri. Disposta la custodia cautelare in carcere per appartenenza ad una organizzazione terroristica.

La Tunisia è l’unico stato del mondo islamico ad aver avviato con successo un processo di democratizzazione dopo l’esplosione delle primavere arabe nel 2011. Ma continua a essere minacciata dal terrorismo. Decine di giovani sono a rischio radicalizzazione. L’ultimo esempio è Anis Amri, considerato l’autore della strage di Berlino. Senza dimenticare il tunisino di Erbolo espulso dall’Italia, che aveva ricevuto l’ordine di compiere nella Penisola attacchi simili a quelli di Parigi e Bruxelles. Per questo Tunisi si sta impegnando in una lotta sempre più serrata contro il fanatismo religioso.

 

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