Los Angeles abolisce il Columbus Day, insorge la comunità italo americana

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:21

Non si ferma l’ondata di revisionismo storico negli Stati Uniti, innescata dagli scontri con i suprematisti bianchi a Charlottesville. Dopo i simboli e le statue dei militari confederati a farne le spese è Cristoforo Colombo, considerato tra i responsabili del genocidio dei nativi americani che seguì la colonizzazione del continente americano da parte degli europei.

L’ultimo attacco all’esploratore genovese arriva da Los Angeles, dove il consiglio comunale ha cancellato con 14 voti a favore e solo uno contrario il “Columbus day” (cade il secondo lunedì di ottobre) dal suo calendario, sostituendolo con giornata per commemorare “le popolazioni indigene, aborigene e native vittime del genocidio – affermano gli attivisti che hanno sostenuto l’iniziativa – commesso dal navigatore italiano“. Una decisione che ricalca quella già presa da altre città, come Seattle, Denver, Albuquerque, mentre statue di Colombo sono state distrutte o imbrattate in vari Stati, dal Maryland al Michigan, dal Texas all’Ohio. L’ultima è stata decapitata a Yonkers, città sobborgo a nord di New York.

Anche nella Grande Mela alcuni manifestanti hanno chiesto la rimozione del monumento all’esploratore a Columbus Circle, donato alla città nel 1892 dalla comunità italo-americana. Bill De Blasio, sindaco che appartiene alla stessa comunità, ha preso tempo, affidando ad una apposita commissione il compito di individuare in 90 giorni quali monumenti suscitino “odio, divisione, razzismo, antisemitismo o qualsiasi altro messaggio che sia contrario ai valori della città”. Nel mirino pure la colonna fascista intitolata a Italo Balbo a Chicago.

Indignata la comunità italo-americana, che negli Stati Uniti conta oltre 20 milioni di persone. A Los Angeles ha provato inutilmente anche un compromesso. “A nome della comunità italiana, dico che vogliamo celebrare con voi, ma non vogliamo farlo a spese del Columbus Day”, ha affermato Ann Potenza, presidentessa dell’associazione Federated Italo-Americans of Southern California, cercando di difendere la festività, istituita a livello federale da Franklin Roosevelt nel 1937. “Non curiamo un affronto con un altro affronto”, ha reagito il consigliere comunale Joe Buscaino, italo-americano di prima generazione (l’unico a votare contro), ricordando i pregiudizi di cui sono stati vittima gli italiani in Usa.

“E’ una proposta anti-italiana“, “uno schiaffo in faccia”, ha gridato dal pubblico Giovanni Corda, di origini sarde. Ma non tutta la comunità di origine italiana appare d’accordo. Il consigliere comunale Mike Bonin è favorevole all’abolizione di una festa che a suo avviso sminuirebbe i traguardi raggiunti dai propri antenati, “che giunsero negli Stati Uniti per costruire qualcosa, non per distruggere”. La decisione di rimpiazzarla con l’Indigenous People Day, sostiene, “è solo un piccolo passo per scusarci e fare ammenda”.

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