Londra invasa dai “No Brexit”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:00

Dopo la petizione la piazza. Mentre proseguono, febbrili, le trattative per trovare la quadra sulla Brexit, centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza a Londra per chiedere di fermare il processo di uscita dall'Unione europea, decisa col referendum del giugno 2016. 

La manifestazione

I manifestanti sono radunati nella centralissima Park Lane e in marcia hanno raggiunto Parliament Square a Westminster da Hyde Park Corner, con la conseguente chiusura di diverse strade nella zona. Le bandiere azzurre con le stelle gialle dell'Ue l'hanno fatta da da padrona tra la folla. Secondo gli organizzatori i partecipanti, che chiedono una seconda consultazione sulla Brexit, sarebbero più di un milione. People's Vote, che ha promosso la protesta parla di “partecipazione straordinaria“. La cifra, non corroborata da fonti indipendenti, andrebbe così oltre quella indicata nella precedente manifestazione analoga svoltasi sempre nel cuore della capitale britannica nell'ottobre scorso con una stima accreditata di 700.000 persone circa.

Record di firme

Oggi, intanto, la petizione online pro remain ha superato le 4,2 milioni di firme. Il sito Petitions Committee – che fa capo a un gruppo transpartitico di deputati, scelti direttamente dalla Camera dei Comuni per raccogliere le petizioni rivolte al Parlamento – ha fatto notare che il tasso di adesione è “il più' alto mai registrato” e sono state apportate “alcune modifiche” per fare in modo che non andasse in crush di nuovo. Tuttavia negli ultimi giorni si è notato un certo rallentamento nel numero delle adesioni. Quella del numero di firme non è questione da poco: secondo la legge britannica, il Parlamento è tenuto ad aprire un dibattito sulle petizioni che superano le 100 mila firme. L'animatrice dell'iniziativa, Margaret Anne Georgiadou, parlando con la Bbc, ha evidenziato che “finora noi 'remainers' siamo stati costretti al silenzio e siamo stati ignorati. Quello che accade adesso è come l'abbattimento di una diga“. 

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