L’ISIS MINACCIA PUTIN: “FRATELLI, PORTATE LA JIHAD IN RUSSIA E UCCIDETELI”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 4:29

L’Isis minaccia Putin chiedendo ai propri combattenti di portare la jihad in Russia. Lo riportano alcuni media. In un filmato, la cui autenticità non è però confermata, un uomo a viso coperto, mentre guida un’auto nel deserto, urla: “Ascolta Putin, verremo in Russia e vi uccideremo nelle vostre case. (…) Oh fratelli, conducete la jihad e uccideteli e combatteteli”.

Il video prosegue mostrando le immagini di uomini armati che attaccano veicoli blindati e tende russe nel deserto, raccogliendo armi. Secondo i sottotitoli, si tratterebbe di un’azione avvenuta ad Akashat, nella provincia irachena di Anbar. Il link del video potrebbe essere stato caricato su un account Telegram usato dai terroristi.

Non si è fatta attendere la replica del Cremlino: “Probabilmente non dobbiamo esagerare l’importanza di questi filmati” ha smorzato i toni il portavoce di Putin, Dmitri Peskov. “Certamente – ha aggiunto – visto che la lotta contro di loro si intensifica e sono messi all’angolo, i terroristi usano la tattica dell’intimidazione”. Recentemente, Russia e Usa si sono incontrati a Ginevra (in Svizzera) per cercare di raggiungere un maggior livello di cooperazione contro l’Isis e altri gruppi terroristici – soprattutto in Siria – sia a livello militare sia di intelligence.

Peskov ha comunque precisato che il leader del Cremlino è stato avvertito del contenuto del filmato e che le autorità russe trattano “con la dovuta attenzione queste pubblicazioni” che “sono prese in considerazione dai servizi speciali responsabili dell’attività antiterroristica e della sicurezza”; ma – aggiunge – “Minacce” come quelle dell’Isis “non possono influenzare in alcun modo la linea seguita dalla Russia e dal presidente Putin nella lotta al terrorismo, che continua in tutte le direzioni”.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.