Lifeline può attraccare a Malta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:48

Nuova puntata delle telenovela Lifeline, che forse sarà l'ultima. Dopo che in mattinata l'imbarcazione aveva avuto il permesso di entrare nelle acque territoriali maltesi, ma non di attraccare nei porti dell'isola, è stato trovato un accordo anche per lo sbarco sull'isola e per la ridistribuzione delle persone a bordo della nave battente bandiera tedesca: 234 migranti. I responsabili dell'imbarcazione avevano lanciato l'allarme dicendo che molti dei profughi stanno male.

Malta: “Lifeline ha disobbedito agli ordini”

Otto Paesi si sono impegnati per accogliere i migranti a bordo della nave Lifeline che potrà quindi attraccare a Malta. Lo ha annunciato in conferenza stampa da La Valletta il premier Joseph Muscat: “Anche l’Olanda ha appena confermato che darà assistenza” e sono così “sette i paesi” che collaboreranno con noi per assistere i 234 migranti della Lifeline. Ha anche specificato che l’accordo è “un caso unico” per la sola vicenda di una nave “in cui il capitano ha disobbedito agli ordini”.

La polemica con la Germania

I membri dell'equipaggio avevano puntato il dito verso il ministro dell'Interno tedesco, Horst Seehofer, il quale – avevano detto stamattina – “agisce come una versione tedesca del collega italiano Salvini e rende il governo tedesco complice della mancata assistenza a persone in pericolo”. Così Axel Steier, di Lifeline, in un comunicato. “Se la situazione a bordo della nave subirà un'escalation a causa delle condizioni di sfinimento e debolezza delle persone a bordo, e del peggioramento del tempo, Seehofer ne avrà piena responsabilità”, aggiunge nella nota. Il ministro Seehofer era intervenuto nelle scorse ore per impedire alla Germania di partecipare all'accordo e accogliere una quota dei profughi della nave Lifeline.

Commissione Ue: “Posizione dell'Italia comprensibile”

La posizione dell'Italia, che ha chiuso i propri porti alla nave, è compresa dall'Europa. “Nel Mediterraneo ci sono molti attori che fanno salvataggi tra ong e navi nazionali. E' chiaro che c'è un problema, non è giusto che sia solo un Paese dell'Ue a ricevere tutte queste navi e abbiamo compreso la posizione italiana” ha detto una portavoce della Commissione Ue. “E' stato uno dei punti discussi domenica e lo sarà anche al Consiglio europeo. Stiamo lavorando sulle opzioni di sbarco e su un migliore sistema di sbarco e gestione di ricerca e salvataggio, serve un sistema che funzioni“.

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