Libia nel caos e i Paesi arabi si dividono

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La crisi libica spacca il fronte arabo, le monarchie del Golfo infatti hanno espresso il loro sostegno al Qatar il cui governo ha deciso di ritirare il suo ambasciatore dal Cairo in seguito alle tensioni che si sono create dopo i raid ordinati da Al Sisi in Libia. Ad irritare Doha sarebbero state le parole dell’inviato alla Lega Araba, Tareq Adel, il quale ha insinuato che il Qatar assecondi i terroristi.

La presa di posizione del Consiglio della cooperazione del Golfo non si è fatta attendere, il suo direttore, Abdellatif al Zayani, ha respinto le dichiarazioni del delegato egiziano presso la Lega araba: “Queste accuse sono infondate e sbagliate. Ignorano gli sforzi sinceri compiuti dal Qatar nella lotta contro il terrorismo e l’estremismo. Le dichiarazioni egiziane – ha continuato Zayani – non contribuiscono a rafforzare la solidarietà araba in un momento in cui i nostri Paesi stanno affrontando enormi sfide che minacciano la loro sicurezza, stabilità e sovranità”.

Nella mattinata Doha aveva confermato le sue riserve sull’approvazione dei raid egiziani in Libia specificando che la prima necessità in questi casi è quella di una consultazione prima di qualsiasi azione militare. A sostenere il Cairo invece si è schierato il premier libico Abdullah al-Thani che in un intervista al quotidiano Asharq al-Awsat ha dichiarato che gli jihadisti dell’Isis “avanzano ogni giorno e conquistano nuove zone” in Libia.
Intanto l’ambasciatore d’Egitto in Italia ha commentato ai microfoni di “Radio anch’io” l’attuale minaccia del Califfato: “In Libia per affrontare i terroristi c’è bisogno di un intervento militare, non solo di una soluzione politca”.