Le truppe al confine pronte al rientro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:38

Sembra ormai prossimo alla fase di ripiegamento il contingente dell'US Army di stanza al confine messicano: secondo quanto riferito dal generale Jeffrey Buchanan a Politico, infatti, i 5.800 militari arrivati per contenere la carovana dei migranti del Centro America e supportare gli uomini del Customs and Border Patrol, potrebbero essere rientrati alla base già prima di Natale. Nel corso del suo colloquio con il network statunitense, Buchanan ha spiegato che “la data di rientro è fissata per il 15 dicembre e non ci sono indicazioni che andremo oltre”. Una mossa certamente a sorpresa considerando che, non più di un mese fa, il presidente Trump aveva parlato di un cospicuo rafforzamento delle forze militari sul Rio Grande, parlando addiritttura dell'impiego di 15 mila soldati (gli stessi impegnati in Afghanistan).

Il ritiro

Va detto che, seppure il Tycoon aveva visto la carovana dei migranti dall'America centrale come un'invasione degli Stati Uniti, è anche vero che l'ingente rafforzamento dei presidi militari nella zona di confine era stato accolto in modo discorde dalla politica americana, non solo con i democratici ma anche con alcune fazioni dei repubblicani a storcere il naso per un provvedimento giudicato eccessivo. In molti hanno letto nella mossa di Trump uno stratagemma politico per ampliare i consensi in vista delle elezioni di midterm, puntando sul mantra dello stop all'immigrazione per raccogliere quella parte di elettorato che aveva rallentato l'indice di gradimento del presidente degli Stati Uniti.

Militari e non

Al momento, come riferito dal generale Buchanan, molti di questi contingenti non sono più necessari. Fra loro, naturalmente, non operano solo soldati ma anche unità ingegneristiche e logistiche, spedite sul confine per lavorare alla realizzazione di intersezioni di cavi e altre barriere per limitare l'accesso ai varchi di ingresso al confine tra Stati Uniti e Messico. Non è la prima volta che truppe dell'esercito vengono inviate al confine ma, nelle precedenti occasioni, si trattava perlopiù di squadroni della Guardia nazionale, impiegate sotto il comando di governatori statali in appoggio alla Polizia doganale. Secondo il Pentagono, era stato lo stesso Trump a insistere perché i nuovi contingenti non fossero formati solo dalla Guardia nazionale.

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