L’appello di Ban Ki-moon sul fronte ucraino: “No alle soluzioni militari, si dia spazio al dialogo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:08

Le ostilità sul fronte ucraino continuano e giorno dopo giorno sembrano peggiorare. La Nato sta infatti rafforzando le proprie truppe ai confini dello stato ucraino, e al summit in programma giovedì e venerdì in Galles darà vita a una forza di reazione rapida forte composta da ben 4000 unità tra soldati e commandos. Forza che avrà la capacità di schierarsi entro 48 ore in qualsiasi stato membro dell’Alleanza e mettersi in sua difesa come una “punta di lancia”. “E’ un’unità che viaggia leggera – ha detto il segretario generale dell’Alleanza Anders Fogh Rasmussen – Ma che colpisce pesantemente”.

Quella dell’istituzione di forze armate nell’est dell’Ucraina è la peggiore minaccia che si potesse porre al continente: la Russia ha infatti accusato la Nato di “esasperare le tensioni”, assicurando che, viste le volontà dell’Occidente di deteriorare definitivamente i rapporti, agirà di conseguenza.

“Mosca rivedrà la propria strategia militare – ha affermato il vice consigliere per la sicurezza nazionale del Cremlino, Mikhail Popov –. Il fatto che le infrastrutture militari dei membri Nato si stiano avvicinando ai nostri confini e che si stiano ampliando, rappresenterà una delle minacce per la Federazione Russa”. E dopo che il governo di Kiev ha accennato l’ipotesi di una “grande guerra” contro la Russia, è immediatamente sopraggiunto il monito allarmato del segretario generale delle nazioni Unite Ban Ki Moon: la guerra è assolutamente da escludere, secondo il diplomatico. E strumento delle trattative deve rimanere sempre e comunque il dialogo.

Ban ha espresso grande preoccupazione per la situazione in Ucraina: “So che l’Unione europea, gli Stati Uniti e gran parte dei paesi occidentali stanno discutendo molto seriamente tra loro su come affrontare la questione – Ha spiegato durante una visita in Nuova Zelanda – E in questo momento è importante che sappiamo che non c’è una soluzione militare: deve esserci il dialogo, l’unica soluzione sostenibile è quella politica”. Federica Mogherini, intanto, dalla Commissione esteri dell’Europarlamento ha già annunciato possibili nuove sanzioni nei confronti della Russia. Il Coreper (comitato degli ambasciatori rappresentanti dei 28) si è riunito ieri e si riunirà domani per nuove sanzioni “Nel settore finanziario, armi e tecnologie” e “Per allungare la lista di persone ed entità colpite” dall’esercito russo.

 

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