L’accusa dell’Intelligence Usa: “Putin interferì personalmente nelle elezioni”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:38

Una nuova bufera si abbatte sulle elezioni presidenziali americane e sui presunti attacchi hacker durante la campagna elettorale, tanto spesso saliti agli onori della cronaca nei mesi precedenti all’appuntamento alle urne che vide come vincitore Donald Trump. L’intelligence Usa, infatti, sarebbe in grado di confermare  “con un certo grado di certezza” il coinvolgimento in prima persona del presidente russo Vladimir Putin.

La notizia è stata rivelata in esclusiva dalla Nbc che ha citato alcune fonti dei servizi segreti e diplomatici con accesso diretto al dossier. Secondo quanto riferito dall’emittente televisiva, il leader del Cremlino avrebbe personalmente indicato come far trapelare e utilizzare il materiale sottratto dai pirati informatici ai democratici. Secondo le fonti degli 007 americani, quella che era iniziata come una vendetta personale nei confronti della candidata democratica Hillary Clinton, con il passare del tempo si trasformata in uno sforzo volto a mettere in cattiva luce la leadership americana, minandone l’immagine e la credibilità.

“Sappiamo che i servizi di intelligence russi hanno hackerato i computer del Democratic National Committee e sappiamo che hanno organizzato la diffusione di gran parte di quelle mail. E sappiamo anche che Donald Trump ha mostrato un molto preoccupante sostegno nei confronti di Putin”, aveva affermato la candidata democratica Hillary Clinton in una intervista alla Fox News parlando dell’attacco hacker che avevano subito i server del Democratic National Committee. Secondo il New York Times, l’attacco ai sistemi informatici democratici sembrava provenire da “FancyBear”, che è collegato al G.R.U, il servizio di intelligence militare russo, “lo stesso operatore implicato nell’attacco al Comitato nazionale” del Partito democratico.

Nel frattempo la Cia – la Central Intelligence Agency – ha sostenuto la tesi che il presidente russo abbia voluto con forza l’elezione del magnate del mattone alla Casa Bianca. Dichiarazioni che non sono state appoggiate pienamente né daall‘Fbi – Federal Bureau of Investigation – né da altre agenzie di sicurezza, ma che hanno fatto infuriare il presidente eletto Donald Trump.

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