La Russia torna nel Consiglio d’Europa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:59

Il dibattito è stato lungo e travagliato, ma alla fine è giunto lì dove la maggioranza dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa voleva che giungesse: la Russia è stata riammessa nel Consiglio d'Europa, un voto che dovrebbe evitare il rischio che Mosca abbandoni l'organismo. Ora la Russia ha la possibilità di inviare una nuova delegazione già domani, per votare l'elezione del nuovo segretario generale del Consiglio.

Il voto

Come racconta Repubblica, “la seduta è stata assolutamente fuori dal comune: è durata 8 ore, più del doppio del solito, sono stati presentati 220 emendamenti a un testo di 12 paragrafi e nessuno è stato approvato”. Il voto di ieri stabilisce, tra le altre cose, che ai membri di una delegazione sanzionata non potrà più essere tolto il diritto di voto, di parola e di essere rappresenti nell'assemblea e i suoi organi. Si era arrivati all'allontanamento di Mosca dal Consiglio d'Europa nel 2014, dopo l'annessione russa della Crimea. Di qui le proteste dell'Ucraina, il cui primo ministro Volodymyr Groysman ha twittato: “Il ritorno della Russia nell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa è la rivincita dell'aggressore e una triste immagine per la legge internazionale. I morti del Donbass, l'annessione della Crimea, sono cose che non vanno nascoste per favorire accordi temporanei. Non c'è spazio per i compromessi”. Contraria alla riammissione russa anche una delegazione di parenti delle vittime del volo Mh17, l’aereo della Malaysian airlines abbattuto sui cieli dell’Ucraina da un razzo: costoro aveva scritto una lettera al Consiglio chiedendo di tenere chiuse le porte ai russi. Il probabile ritorno della Russia nell'organismo che ha sede a Strasburgo rappresenta un toccasana per le finanze del Consiglio d'Europa, che da tempo versano in crisi a tal punto, nell'ultimo anno, da spingere i vertici a pianificare un taglio del 10% del personale. Dal 2017 Mosca ha sospeso il versamento della sua quota di 33 milioni di euro annuali, i quali corrispondono a circa il 7% del bilancio annuale. Secondo quanto riferisce Repubblica, Mosca ha assicurato che al ritorno dei suoi parlamentari a Strasburgo avrebbe ripreso a pagare la sua parte e anche l'arretrato.

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